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Il M5s ha proposto una commissione sui fondi dei partiti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Una commissione sui fondi di tutti i partiti”. È la nuova proposta del Movimento 5 stelle che mette nel mirino ancora una volta la Lega. “Ben venga il disegno di legge d’istituzione di una Commissione d’inchiesta su Moscopoli ma facciamo anche di piu’, guardiamo a tutti i fondi di tutti i partiti”, si legge nel Blog delle Stelle.

Intanto nel giro di dieci giorni l’ufficio di presidenza della Commissione Esteri della Camera darà il via libera all’indagine conoscitiva contro le ingerenze dei Paesi stranieri nella vita politica italiana. M5s, Pd, Iv e Leu hanno raggiunto l’intesa in Commissione. Nel testo non si citerà apertamente il ‘caso Savoini’ ma si parlerà di ingerenze in maniera più ampia ma i dem e i renziani sono pronti a rilanciare la necessità di approfondire il caso dei presunti fondi russi alla Lega.

Verrà stilato un programma di audizioni – previste quelle dei ministri dell’Interno, dello Sviluppo, degli Esteri e della Difesa, di esperti internazionali di politica estera e di rappresentanti permanenti in Italia – con i dem e Iv che puntano a far emergere quanto successe 18 ottobre 2018 all’Hotel Metropol di Mosca durante la “riunione segreta” alla quale partecipò anche Savoini.

La strada dell’indagine conoscitiva è stata scelta per non creare sovrapposizioni con il lavoro della magistratura ma anche per questioni di tempi. E non riguarderà solo le eventuali pressioni provenienti dalla Russia ma anche da altri Paesi. Ma visto che il lavoro dovrebbe partire a dicembre pure il tema dei presunti fondi russi al partito di via Bellerio finirà al centro della campagna elettorale in Emilia. Sullo sfondo resta sempre la prospettiva della commissione d’inchiesta.

Un ddl per chiedere la costituzione di un organismo ad hoc che indaghi sul cosiddetto ‘affaire Metropol’ è stato firmato da Migliore (Iv) e da Quartapelle e Pagani (Pd). Nel ddl si chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta “sull’esistenza di trattative tra cittadini italiani collegati al partito della Lega per Salvini Premier e uomini d’affari russi, nonché su eventuali connessioni con la vita politica italiana e con lo svolgimento della campagna elettorale per l’elezione del Parlamento europeo”.

“Al di là dei profili giudiziari di rilevanza penale, occorre – si legge nella premessa del ddl – sottolineare l’influenza che questi fatti” possono avere esercitato “sugli assetti geopolitici dell’Italia, sulla sua collocazione europeista e atlantica nonché sulla politica economica, estera ed energetica del Governo, sullo svolgimento dell’elezione dei membri del Parlamento europeo” avvenuto il 26 maggio 2019 e, di conseguenza, sulla vita democratica e sull’indipendenza dell’Italia da condizionamenti esterni, sui sistemi di alleanza internazionali di cui l’Italia è parte dalla fine della seconda guerra mondiale e sulla sua credibilità e affidabilità all’interno degli stessi.

 

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