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Gli allegati infetti non attirano più: i cybercriminali preferiscono i link

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Gli allegati infetti nelle email ormai sono storia vecchia: al giorno d'oggi i truffatori online preferiscono reindirizzare le loro vittime a siti dannosi. Secondo una recente ricerca di ProofPoint Security, ben l'88% dei messaggi email contenenti malware si affidano a URL dannosi, lasciando agli allegati una fetta minoritaria del "mercato".

Capire perché non è difficile. Ormai il trucco degli allegati lo hanno imparato un po' tutti, e l'efficacia di un attacco simile è andata scemando nel tempo. Gli URL ingannevoli, per contro, sono più difficili da scovare – sia per le vittime sia per i software di sicurezza, anche perché spesso vengono mascherati con degli URL shortener legittimi, e un messaggio di contorno convincente – magari il più possibile simile a quello della propria banca, o di un fornitore di servizi molto grande può aiutare a mandare a segno l'attacco phishing.

Tra gli altri trend dell'ultimo trimestre, si segnala come vadano ancora forte le cosiddette campagne di sextortion – quelle che dicono di aver "pizzicato" l'utente a visitare siti per adulti compromettenti e di aver addirittura scattato foto dimostrative imbarazzanti con webcam o fotocamera – che saranno cancellate pagando una somma in bitcoin.


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