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Apple continua a investire nelle cuffie: due brevetti innovativi

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Apple ha dimostrato in questi ultimi anni di voler fare molto sul serio nel settore delle cuffie e degli auricolari. Non solo ha comprato Beats, uno dei marchi di maggior successo negli ultimi anni, ma ha portato sul mercato importanti innovazioni con gli AirPods, che nell'arco di due generazioni si sono imposti come l'indossabile campione di vendite – nonostante i prezzi non siano proprio contenuti. Le innovazioni introdotte con gli AirPods, come i chip W1 e H1 e i sensori aggiuntivi che implicano molta più comodità nell'uso di tutti i giorni, hanno beneficiato anche Beats (per esempio i PowerBeats Pro che abbiamo recensito negli scorsi giorni), e in un certo senso tutto il settore. Ma Apple non intende fermarsi qui.

Due brevetti pubblicati di recente illustrano idee piuttosto originali: il primo pensa a come ridurre un fenomeno piuttosto comune e fisiologico delle cuffie over-ear a padiglione chiuso, ovvero che alcune frequenze, specialmente quelle tra i 7 e i 9 kHz, rimbombano in modo potenzialmente fastidioso. I padiglioni chiusi isolano dall'esterno, ma "intrappolano" anche i suoni all'interno. Apple ha pensato di ovviare all'inconveniente installando quelli che sono essenzialmente dei pannelli fonoassorbenti, di materiali ottimali per quelle specifiche frequenze, dentro al padiglione. In altre varianti si ipotizza di applicare il materiale isolante direttamente ai supporti su cui sono applicati gli altoparlanti.

Un secondo brevetto pensa invece a usare le cuffie anche come altoparlanti portatili, cambiando orientamento ai padiglioni auricolari. Dei sensori in grado di capire questo parametro potrebbero attivare i circuiti dedicati – per esempio, in modalità altoparlante è facile ipotizzare la presenza di un amplificatore, per aumentare il volume complessivo. Naturalmente i sensori sarebbero in grado di fare distinzione tra la "vera" modalità speaker e il semplice gesto di avvicinare un padiglione all'orecchio, in modo da evitare brutte sorprese alle orecchie degli utenti. Non è la prima volta che Apple esplora questa idea, anzi: il brevetto di oggi ne elabora uno analogo del 2017.


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