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Facebook non segue Twitter: continuerà ad accettare la pubblicità dei politici

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Facebook non seguirà Twitter nel rifiutare le inserzioni pubblicitarie a pagamento di stampo politico: l'ha confermato Mark Zuckerberg durante la videoconferenza di discussione dei risultati finanziari del colosso relativi al terzo trimestre del 2019. Nessuno si aspettava un'inversione di tendenza da parte di Zuckerberg, che anzi in tempi recenti ha dichiarato che non sottoporrà nemmeno a fact checking questa catagoria di annunci (scelta che ha causato un dibattito molto acceso e ha chiamato in causa anche il Congresso).

Zuckerberg rifiuta la tesi secondo cui questa scelta è dettata da ragioni economiche: argomenta infatti che le inserzioni politiche incideranno solo per lo 0,5% del fatturato quest'anno, e che la multa da 5 miliardi della FTC è stata dieci volte più dannosa (vero è che 1/10 di 5 miliardi fa sempre 500 milioni di dollari, che a livelli assoluti proprio bruscolini non sono). La tesi sostenuta dal fondatore del social è che non è giusto censurare i politici, che bisogna perseguire la libertà di parola e di espressione, e che bisogna fare molta attenzione nell'adottare leggi che limitino ciò che le persone possono dire.

Nonostante tutte le controversie, le multe e la fiducia che sembra ormai irrimediabilmente compromessa, Facebook continua a crescere economicamente. Il fatturato del terzo trimestre 2019 è aumentato del 29% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, i guadagni netti del 19% (rispettivamente si parla di 17,7 e 6,1 miliardi di dollari). Gli utenti attivi (inclusi Messenger, Instagram e WhatsApp) sono 2,8 miliardi, e ci sono almeno 1,6 miliardi di utenti che usano Facebook ogni giorno.


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