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Recensione PowerBeats Pro: gli Apple AirPods per gli sportivi

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Fino a qualche ora fa, i PowerBeats Pro erano gli auricolari più importanti lanciati da Apple quest’anno. Rappresentavano il completamento dell’equazione AirPods: erano l'unica vera alternativa per tutti coloro che vorrebbero combinare design in-ear, più stabilità, più autonomia, più isolamento sonoro e più versatilità alle caratteristiche che hanno reso gli auricolari della Mela i leader del settore. Adesso sono arrivati gli AirPods Pro, e le cose sono inevitabilmente cambiate, ma i PowerBeats Pro rimangono rilevanti e con una loro identità ben precisa. Una cosa, comunque, non è cambiata: anche se formalmente si rivolgono "a tutti", hanno senso solo per chi è parte dell'ecosistema Apple (la porta di ricarica Lightning per il case e il chip H1 che funziona solo con gli iDevice sono i due indizi più lampanti).

GLI UNICI VERI CONCORRENTI DI AIRPODS

Questo lungo preambolo è necessario per posizionare correttamente i PowerBeats Pro: non sono semplicemente l'ennesimo paio di auricolari in un mercato già molto affollato. Sono in realtà gli unici che possono competere ad armi pari – per form factor e per caratteristiche tecniche – con gli AirPods. Che tirerò inevitabilmente in ballo più volte nel corso di questo pezzo.

Dei vantaggi che derivano dal chip H1 e dai sensori di prossimità non parlerò molto, perché sarebbe semplicemente una ripetizione della recensione delle AirPods più recenti: chicche come comandi vocali, pairing rapido e rilevamento automatico dell'orecchio sono… beh, piuttosto fenomenali per chi proviene da cuffie, anche wireless, di concezione tradizionale. Pensare di tornare indietro a "premi il tasto per tot secondi per accendere o spegnere gli auricolari" è piuttosto deprimente. In generale posso dire che funzionano come ci si aspetta, senza tentennamenti o intoppi. Il riconoscimento della hotword è sempre preciso, così come il collegamento rapido e il rilevamento intelligente dell'orecchio grazie al sensore di prossimità.


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