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"Provo pena per gli haters. Ma non leggo i loro messaggi", dice Liliana Segre 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Gli haters, gli odiatori seriali del web che si nascondono dietro uno schermo per fomentare odio, farebbero bene a “non sprecare il loro tempo” e soprattutto si dovrebbero “far curare”. Non lo dice con ironia ma “da nonna”, la senatrice a vita Liliana Segre che durante il convegno “Dal binario 21 ad Auschwitz, il linguaggio dell’odio” allo Iulm, commenta così quell’ondata di aggressività che si è scatenata contro di lei sul web, come emerso dal rapporto dell’Osservatorio antisemitismo che ha calcolato circa 200 insulti e minacce sui social network ricevuti in media, ogni giorno, dalla senatrice.

Anche se lei sorridendo scherza “Non ne ho letto neanche uno. Sono vecchio stile e faccio già fatica con il mio telefonino”. L’odio sulla rete sta assumendo una tale rilevanza che hanno spinto anche il premier Giuseppe Conte a prendere posizione annunciando che inviterà tutte le forze politiche in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli. Intanto domani in Senato è prevista la discussione sulla mozione per l’istituzione di una “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.

Primi passi. Per ‘aiutare’ i ragazzi anche la “scuola e le famiglie” devono fare la propria parte. Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento, ci prova andando nelle classi a parlare di “libertà e pace a testimoniare una storia di cui si sperava di non vedere la ripetizione”. Ma non esiste una ricetta per sconfiggere questi sentimenti, semplicemente, per la senatrice, “sono persone di cui avere pena, che vanno curate, sono odiatori seriali che devono odiare qualcuno”. E aggiunge: “La speranza in una nonna c’è sempre ma la realtà qualche volta si abbatte sopra la speranza con una bastonata tremenda. Io di bastonate ne ho prese tante e sono ancora qua”.

L’invito agli haters e a tutti, è di guardare avanti e vivere la vita pienamente e saggiamente. “Perdono il loro tempo, è molto prezioso, non si torna mai indietro neanche di un attimo. Questi lo sprecano, il mio consiglio è di non sprecarlo”. “Ogni minuto va goduto e sofferto, bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte, ma perdere tempo a scrivere a una 90enne augurandole la morte …tanto c’è già la natura che ci pensa”.

Questi sentimenti di intolleranza però non sono una novità dei nostri tempi, semmai la tecnologia velocizza tutto e permette insulti che scavalcano mari e monti e soprattutto consente di non metterci la faccia, come osserva Segre. “I messaggi di odio ci sono sempre stati. La differenza è che adesso arrivano con più facilità perché si può rimanere anonimi.

Ecco perché i ragazzini piccolissimi vanno protetti e invece hanno in mano shoah party”, la chat su WhatsApp in cui venivano condivisi contenuti pedopornografici, razzisti, inneggianti al nazismo e al terrorismo. “Insieme alla presa in giro dello sterminio ci sono anche queste cose” ha aggiunto invitando a tutelare i giovanissimi: “Quelle menti vanno protette da questi orrori”.

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