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Google accusata in Australia: dati GPS conservati senza consenso degli utenti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Google è nuovamente sotto accusa per quanto riguarda le sue politiche sulla privacy. Questa volta è stata l'antitrust australiana (ACCC) a citare in giudizio la casa di Mountain View, portandola davanti alla Corte Federale con l'accusa di aver ingannato i suoi utenti, continuando a conservare i dati sulla loro posizione anche quando questi pensavano di aver disattivato ogni servizio di localizzazione.

Secondo quanto riferito dall'accusa, Google non è chiara nel rendere noto che non è sufficiente disattivare la Cronologia delle posizioni affinché venga interrotta la raccolta dei dati di localizzazione dell'utente. Per fare ciò è necessario disattivare anche la voce Attività Web e App, visto che pure questa ottiene lo stesso tipo di informazioni sensibili.

L'azione legale mossa nei confronti di Google mira quindi a provare che la casa californiana ha raccolto dati sulla posizione relativi ad utenti che pensavano di aver negato ogni accesso alla società di Mountain View; ciò non è avvenuto a causa della poca chiarezza d'informazione, fatto che ha impedito alle persone di compiere una scelta informata e consapevole.


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