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Google Search sempre più bravo a capire il contesto delle ricerche, grazie a BERT

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Google presenta BERT, una tecnologia AI che permetterà al motore di ricerca di comprendere le richieste dell'utente meglio di quanto abbia mai fatto finora. Il software, che è un acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers, si distingue dagli algoritmi applicati finora perché sa analizzare una parola in relazione a tutte le altre presenti in una frase, in modo da avere una comprensione superiore del contesto in cui viene pronunciata. Google l'aveva presentata l'anno scorso come il modello AI ideale per sviluppare un servizio virtuale di domande e risposte.

BERT è molto più esigente in termini di prestazioni hardware richieste, quindi Google ha dovuto fare un bell'upgrade anche ai suoi datacenter dedicati al Search. Per la prima volta, la società ha adottato le ultime Cloud TPU 3.0, la cui architettura teorica era stata presentata nel corso del Google I/O 2018 e che hanno raggiunto la fase Beta questa primavera. I processori sono 8 volte più potenti delle TPU 2.0, e arrivano a raggiungere i 100 PetaFLOPs.

In concreto, significa che Google interpreterà le ricerche dell'utente in modo molto meno letterale, favorendo il significato. Lo indirizzerà alla pagina che gli serve invece che a quella che contiene più paroline esatte contenute nella query. Google dice che in questo modo sarà più semplice effettuare ricerche in modo più naturale, ma sarà interessante testarlo sul campo: potrebbe essere necessario un periodo di adattamento delle nostre abitudini di ricerca, dopo anni passati a imparare a usare le keyword. Anche le implicazioni per i creatori di contenuti devono ancora essere comprese a fondo


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