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Russiagate contro Moscopoli. Salgono i toni tra Conte e Salvini

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Lo scontro all’arma bianca sul Russiagate tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, prosegue. Martedì il Copasir, presieduto dal leghista Raffaele Volpi, audirà Gennaro Vecchione, direttore del Dis. Vecchione partecipò ad entrambi gli incontri con il ministro della Giustizia Usa Barr a Roma il 15 agosto e 27 settembre 2019. Barr, secondo quanto riferito da Conte, chiese dettagli sul professore maltese Mifsud e sull’operato dell’intelligence Usa in Italia per fatti risalenti alla primavera-estate 2016.

Le audizioni del Copasir sono secretate, ma con i giornalisti Conte, che ha mantenuto la delega per i servizi segreti, non ha usato mezzi termini: “Rimango sorpreso quando Matteo Salvini pontifica sulla questione Barr. Sono andato ad agosto al Senato a riferire al suo posto, non avendo avuto informazioni da lui, nonostante gli sia pervenuta una richiesta scritta in tal senso dal suo Presidente del Consiglio. Lui non mi rispose. Qui non c’è responsabilità istituzionale. Forse Salvini dovrebbe chiarire cosa ci faceva con Savoini in incontri riservati da ministro dell’Interno in Russia con le massime autorità russe. Lui ha incontrato in Russia il ministro dell’Interno, i responsabili dell’intelligence russa, portandosi appresso Savoini, che non ha alcun ruolo. Lo dovrebbe chiarire, innanzitutto agli elettori della Lega”.

Salvini finora ha replicato così: “Quella di Conte è una supercazzola. Sa cosa dico? Con i 65 milioni che mi hanno dato i russi, adesso mi compro un’azienda e mi trasferisco in Umbria… Conte mi attacca per autodifesa. Mi dicono che mercoledì al Copasir non abbia chiarito proprio tutto, ha qualcosa da nascondere e lo scopriremo presto”.

Per Emanuele Fiano del Pd “queste parole di ieri del Senatore Salvini, rivolte a Conte, violano la segretezza delle riunioni che si tengono al Comitato parlamentare di controllo dei servizi segreti. Nessuno, a parte i membri di quel comitato ha diritto di sapere cosa, e se, qualcosa è stato detto nelle loro riunioni. Tutto deve rimanere coperto dal segreto, previsto dalla legge 124 del 2007. E se Salvini ha ricevuto informazioni su cosa si sia detto, allora qualcuno in quel Comitato ha violato questo obbligo del segreto. Sono certo che il Presidente Volpi condividerà la mia opinione è valuterà provvedimenti”.

Enrico Borghi, esponente del Pd al Copasir, ha dichiarato in una intervista: “Nelle prossime ore ci confronteremo con tutte le forze di maggioranza per decidere quale strumento tecnico, tra la commissione parlamentare d’inchiesta e l’indagine conoscitiva, sia migliore per andare fino in fondo su Moscopoli. Ma una cosa è certa: non ci fermeremo, Salvini non riuscirà a far passare tutto in cavalleria. Avesse risposto da ministro alle Camere, non ci sarebbe stato bisogno di procedere con una commissione. Ma sfugge alla verità e ci costringe a percorrere questa strada. Non potrà più sottrarsi alle domande”.

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