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L'ultimo giorno di campagna elettorale in Umbria

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Il primo evento di coalizione del governo Conte II si tiene in una delle roccaforti di sinistra della più verde (naturalisticamente parlando) regione d’Italia. Da qui parte la riscossa – almeno nelle speranze dei protagonisti – della maggioranza di governo che, malgrado o pronostici, non vuole perdersi d’animo, mentre Salvini, nel suo ruolo ormai ufficiale di leader del centrodestra, si dice sicuro che l’elettorato “darà una lezione” al premier. 

Così nell’antica cattedrale cittadina, divenuta nel frattempo auditorium della facoltà di scienze investigative, entrano in sequenza Roberto Speranza, Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e perfino il premier Giuseppe Conte. Un’altra prima assoluta, dato che mai era accaduto che il premier in carica si spendesse per un candidato, seppur civico. Perché l’operazione messa in campo da Pd e M5s, per dirla con un dirigente dem, è assolutamente “Berlingueriana”: i partiti sostengono un candidato espressione della società civile “senza occupare spazi di quella società con lottizzazioni di alcun tipo ma, anzi, facendo un passo indietro”, anche rispetto alla formazione della giunta.

È una “declinazione della questione morale” che non riguarda solo soldi e corruzione, ma indica il modo in cui una forza politica sta in campo. È lo stesso Di Maio a precisare che “se vincerà Vincenzo Bianconi, sarà lui a scegliere i migliori” mentre tra i partiti che lo sostengono non ci sarà “alcuna guerra per i posti in giunta”. Insomma un “esperimento importante” per dirla con il premier Conte per il.quale la coalizione “ha un futuro”.

E anche Zingaretti è pronto a scommettere che l’alleanza si può replicare su altri territori – valutando caso per caso – e nel Paese: “Il nostro è un Paese che vive dentro la contraddizione di avere grandi possibilità e grandi fragilità. Io sostengo il governo perché non è vero che non possiamo costruire il futuro”. Poi, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se l’accordo con M5s è ripetibile anche in altre regioni, Zingaretti dice: “Perché no? Di fronte a una destra che giudico pericolosa, credo che anche Di Maio dirà quello che dico io: la volontà c’è, ragioniamo territorio per territorio”.

Di Maio: “L’Umbria non sia un trofeo elettorale”

Prima, però, c’è da vincere in Umbria. “Nessuno la usi come trofeo elettorale”, è il messaggio che Di Maio manda a Salvini. Il leader della Lega, infatti, ha espresso la volontà di “riprendere l’Umbria”. Parole “orribili”, per Zingaretti, perché “l’Umbria è degli umbri”. Una regione che, con Bianconi, “sarà ancora più verde e con piu’ infrastrutture”, promette Giuseppe Conte, che ci tiene a dire di non voler fare campagna elettorale: “Se avessi voluto fare campagna elettorale, l’avrei fatta con rispetto per i cittadini umbri e sarei stato qui tutti i giorni”.

In ogni caso, aggiunge, “non c’è competizione elettorale che distragga il governo”, con la manovra appena varata e improntata a maggior “giustizia sociale”, con una più equa “redistribuzione della ricchezza”, che mira ad “aiutare tutti senza dividere”, spiegano gli azionisti del governo che, prima di salutarsi, si concedono un aperitivo in piazza, davanti al Teatro Comunale. 

Salvini prevede “una lunga marcia di riconquista”

“Se la Lega oggi ha un terzo del voto degli italiani mentre Conte non lo ha mai votato nessuno per esempio, o gli italiani sono tutti rimbambiti oppure il signor Conte si è un pochino montato la testa e il ciuffo. E lunedì tornerà coi piedi per terra”, è invece la convinzione di Matteo Salvini, intervistato da Skytg24. “Se Salvini è un cretino e gli italiani votano un cretino: o sono cretini gli italiani o il cretino è qualcun altro. Non si scappa”.

“Che vinciamo me lo dice il fatto che un venerdì pomeriggio a San Giustino c’è questa marea di gente, mentre a sentire Di Maio e Zingaretti erano in 20, se sono tanti”, ha proseguito il leader del Carroccio, “l’orgoglio e la dignità di questo popolo daranno una lezione al signor Conte e a chi ritiene che l’Umbria sia una robetta da condominio

“A livello nazionale sarà un inizio di un percorso, perché a gennaio ci saranno al voto Emilia-Romagna e Calabria, e poi entro la primavera, Toscana, Marche, Campania, Puglia, Liguria, Veneto. Il voto che per il momento viene negato a milioni di italiani potrà essere un diritto. Penso che sarà una bella lunga marcia di riconquista della democrazia”, ha concluso il leader leghista, “abbiamo già prenotato per giovedì 14 novembre il Paladozza per aprire la campagna elettorale con Lucia Borgonzoni”.

“Sono molto contenta che questa mattina in Umbria sia arrivato mezzo governo italiano per mettere la faccia sulla sconfitta che subiranno domenica”, dice invece Giorgia Meloni, a Orvieto per il tour elettorale umbro, perché lunedì sarà ancora più chiaro che i cittadini italiani non vogliono essere governati da queste persone e vogliono potersi scegliere liberamente un governo, come accade in tutto il mondo. I decreti del terremoto fatti all’ultimo minuto piuttosto che i soldi dati ai dipendenti della Regione non serviranno: questa Regione vuole libertà e una amministrazione che si occupi dei suoi problemi. E questo la sinistra non lo può più fare”.

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