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Il ministro Spadafora agita il Movimento e il governo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Le uscite del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ieri in tv agitano il M5s e anche il governo. Frasi che hanno destato sorpresa pure tra diversi ministri, secondo quanto confida un componente dell’esecutivo. Tra i pentastellati si discute dell’affondo su Roma di Spadafora, che aveva definito ‘problematica’ la gestione della Capitale da parte di Virginia Raggi, e che oggi è tornato così sulle parole pronunciate a La7: “Nessun attacco – la precisazione -. Pochi possono dire di averla sostenuta quanto me anche quando era più difficile di oggi e tutti tacevano”. “Il Movimento tutto sostiene Raggi”, ha spiegato Di Maio annunciando che verrà presentato a breve un disegno di legge a sostegno di Roma Capitale per dare poteri speciali al sindaco (“Un’iniziativa non ancora condivisa”, la risposta del capo delegazione dem Dario Franceschini).

Ma sono in tanti – da Lezzi a Morra e Paragone – ad aver espresso la propria irritazione per quello che l’ex ministro del Sud considera “veri e propri sproloqui”. Nell’esecutivo si guarda con una certa preoccupazione ai contrasti interni a M5s che, tra l’altro, è ancora alle prese con la nomina del capogruppo alla Camera. Ma ad essere considerato “un problema” sono soprattutto le voci che continuano a fuoriuscire riguardo un possibile coinvolgimento del premier come guida del Movimento.

Il premier su questo punto è stato sempre netto: nessuna intenzione di formare un proprio partito né di scalzare il ministro degli Esteri ma l’ipotesi che Conte possa scendere in campo in prima persona viene continuamente alimentata. Più che altro – questo il timore del premier secondo quanto viene riferito – da chi intende spendere il suo nome per usarlo in contrapposizione con Di Maio.

Una contrapposizione che il premier non ha mai inteso portare avanti, sottolineano le stesse fonti. Quel riferimento a Conte da parte di Spadafora sul fatto che come leader politico metterebbe a rischio il governo dunque “non esiste” per il Capo dell’esecutivo che punta proprio al fattore stabilità. Soprattutto ora che i nodi sulla legge di bilancio si stanno sciogliendo. Ma Conte in ogni caso, anche per puntellare il suo governo, non rinuncia al suo impegno – già manifestato sabato scorso a Perugia – a sostegno del candidato M5s e Pd in Umbria.

E domani sarà ancora nella regione. La tenuta M5s preoccupa anche i gruppi parlamentari dem. Il no dei senatori M5s a qualsiasi proposta sullo scudo penale riguardante l’ex Ilva è stato digerito mal volentieri da molti esponenti Pd a palazzo Madama. “è l’ultima volta che sosteniamo le loro tesi”, osserva un senatore del Pd. Ora i fari sono puntati su domenica: Di Maio sta girando la regione in lungo e in largo per far sì che il candidato Bianconi possa spuntarla. In ogni caso il premier Conte ha parlato di un test che non coinvolge il governo.

E magari – sottolinea un deputato M5s – il suo attivismo serve anche in funzione della compattezza dell’esecutivo. Il timore di fibrillazioni dopo il 27 c’è e c’è anche l’ipotesi – perlomeno ad ascoltare un ‘big’ pentastellato – che una parte del Movimento possa chiedere proprio il ‘soccorso’ di Conte, qualora il risultato per M5s dovesse risultare particolarmente negativo. 

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