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Il Palermo “trallallà” tra pispise, giuggiole e ottovolanti. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

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Il Palermo sale sull’ottovolante e scappa via al termine di una partita bella, vibrante e combattuta. Complìce il caldo infernale, lo stadio pieno e festante, la curva degli ospiti gremita di gialloblù chiudiamo gli occhi e ritorniamo indietro nel tempo, alle sfide contro le odiate Parma o Verona e in piena allucinazione ci sembra di vedere in campo tra le fila degli ospiti Marcelo, con la maglia numero 3, o Cuadrado con la 22. Ma è solo una illusione. Il bellissimo coro dei tifosi “non importa se ora sei fallito” ci riporta con i piedi per terra e alla sfida contro il Licata, che per noi sarà sempre quello di Zeman.

La partita inizia con il solito Palermo arrembante in avvio, almeno tre palle gol fallite di poco nei primi dieci minuti, con gente che salta in curva , con noi che per una volta che avevamo deciso di evitare l’alcol viste le temperature siamo costretti a supplire alla chiusura del bar con un caffè Borghetti che fa tanto anni ‘80. Siamo in trepidante attesa del gol dei rosa e invece, su un calcio d’angolo regalato, arriva l’inzuccata di uno del Licata (Maltese) che impazzisce letteralmente per la gioia, tant’è che si lancia ad esultare verso la curva sbagliata ricevendo una grandinata di fischi e improperi.

Il gol, per il Palermo, ha l’effetto del classico drappo sventolato davanti al toro. Si scatena pure un accenno di rissa, che a noi non dispiace mai, e a cavallo della mezz’ora (ma quanto sono belli i luoghi comuni calcistici) i rosa piazzano un uno-due in grado di stramazzare un grizzly incazzato. Prima Felici, finalmente in gol, dopo un dribbling ubriacante in area, piazza un diagonale impossibile; poi Santana estrae dal cilindro uno stop al volo su lancio da 60 metri e un pallonetto millimetrico che ci manda in brodo di giuggiole (ma che saranno ‘ste giuggiole?).

Si va al riposo e alla ripresa noi, come al solito, cominciamo a preoccuparci per la salute mentale del guardialinee sotto la tribuna che ha dieci giocatori che si scaldano confusamente alle sue spalle. A noi sta cosa ci mette ansia e chiediamo che le società intervenga. Il Palermo sembra controllare la partita, sfiora la traversa con Ricciardo e fallisce un paio di facili occasioni per il 3-1. Ma quando inizia la girandola delle sostituzioni (da anni volevamo scriverlo) il Licata prende coraggio, i rosa arretrano e complice qualche disattenzione difensiva rischiano davvero tanto. Quando Doda, sbucato da sottoterra come in “3 uomini e una gamba”, salva in scivolata sull’attaccante gialloblù solo soletto in area capiamo che è fatta.

Il Palermo non si ferma più, vola a +8 sulle seconde, e noi cominciamo a convincerci che possiamo vincerle tutte. Sarebbe il giusto ristoro dopo tutto quello che abbiamo passato negli ultimi anni, definitivamente conclusi con il fallimento in settimana della vecchia società. “Il Palermo è morto. Viva il Palermo”. E così sia!

PALERMO – LICATA, GLI HIGHLIGHTS

Pelagotti 7: Incolpevole sul gol. Fa un mezzo miracolo su un retropassaggio di Doda sotto la traversa e si guadagna la pagnotta. Il resto del voto perché siamo contenti che ha avuto un altro figlio! U papà.

Doda 7:  Si, va bene, impegna Pelagotti con un retropassaggio di petto alla Parisi e lo costringe all’unico intervento serio della partita, però alla fine salva il risultato con un intervento disperato in cui rischia mezza gamba e pure un paio di altri organi. Enrico Toti.

Lancini 6,5: In una giornata in cui la difesa non ci sembra brillantissima lui è il più sicuro. Poi fa pure lanci e assist che pare Giannini a Italia ’90. Notti magiche.

Crivello 6: La sufficienza quando si vince non si nega a nessuno ma l’errore sul gol del Licata ci è sembrato suo. Non picchia con la solita cattiveria e sembra appena uscito dalla Santa Messa per quanto è sereno. Confessato.

Vaccaro 6,5: Per quello che ci ricordiamo non ha giocato male. Ma a volte non vediamo bene i numeri. Miopi (noi).

Martin 7: Pare un vigile urbano in mezzo al traffico di Palermo quando piove. Intorno a lui c’è l’inferno ma non perde mai la testa e smista palloni senza mai sbagliare. Puntoniere.

(dal 44’ s.t. Mauri s.v.)

Martinelli 7: Corre a perdifiato e non tira mai indietro la gamba. Non stava bene e si fa pure male. Stoico.

(dal 17 s.t. Ambro 6,5): Salta l’uomo con facilità e dà tanta vivacità al centrocampo. Però fa pure qualche minchiata per tenere la palla troppo tra i piedi. Bella gioventù.

Kraja 7: Quantità e qualità. Trallallero trallallà.

(dal 43’ s.t. Langella s.v.)

Felici 8: Primo gol della stagione. Corse e slalom senza sosta che fanno impazzire gli avversari. Per fermarlo lo possono solo abbattere. Pispisa.

Santana 10: Ci regala un gol da serie A. Stoppa in un fazzoletto e disegna un pallonetto che forse mai si è visto nella storia di questa categoria infame. Pinturicchio.

(dal 23’ s.t. – Sforzini s.v.)

Ricciardo 6,5: Non segna e sembra meno pimpante del solito. Ma prende boffe, si ammazza e crea spazi lottando come un leone, da vero bomber. Tignoso.

(dal 38’ s.t. Peretti s.v.)

Pergolizzi 8: Il voto è pari alle vittorie ed ai punti di vantaggio sulla seconda in classifica ma potrebbe essere molto più alto. Inaspettato.

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