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A che punto è il braccio di ferro sulla manovra

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Mettere in salvo la legge di bilancio. E’ la ‘mission’ del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che oggi hanno incontrato i rappresentanti dei singoli partiti che sostengono il governo per stemperare le tensioni e far sì che non ci siano ulteriori fibrillazioni. L’invito arrivato è’ quello di non scaricare le tensioni sulla manovra e sull’esecutivo, considerato anche il faro acceso dall’Unione europea.

L’obiettivo del presidente del Consiglio è quello di trovare un accordo complessivo e il faccia a faccia con le forze politiche della maggioranza è servito per evitare l”incidente’ che si è registrato con il Consiglio dei ministri che a notte inoltrata ha dato il via libera a salvo intese alla manovra. Restano ancora dei nodi da sciogliere nel vertice tra i capi delegazione che il presidente del Consiglio sta presenziando prima del Cdm sulle misure legate al terremoto.

Quota cento non si dovrebbe toccare e non si dovrebbero toccare le partite Iva. Il responsabile dell’Economia – secondo quanto sarebbe emerso negli incontri ‘bilaterali’ – troverà altre soluzioni. Lo snodo più importante è stato l’incontro tra il premier Conte e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio dopo le tensioni legate all’affondo del presidente del Consiglio di sabato.

Sarebbe stato trovata un’intesa tra i due sul carcere agli evasori (possibile che entri nel Dl fiscale) e sulla necessità di tagliare le commissioni bancarie per quanto riguarda i Pos. Ma Italia viva avrebbe ribadito le proprie perplessità sull’inasprimento delle misure legate al carcere per gli evasori e confermato che in Parlamento presenterà emendamenti sulla cancellazione di ‘Quota cento’. Il ministro Gualtieri e il presidente del Consiglio avrebbero comunque sottolineato la necessità di non stravolgere l’impianto della legge di bilancio.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Pd che ha chiesto inoltre il reintegro in legge di bilancio del Fondo Imu-Tasi per i Comuni. Sulla necessità di tagliare le commissioni bancarie sui Pos e sulla possibilità di evitare di toccare le partite Iva si sarebbe trovata un’intesa di massima. Tra le ipotesi anche quella di attenuare le sanzioni per chi non accetta i pagamenti con il Pos.

Il premier dopo aver incontrato la delegazione del Movimento 5 stelle (presenti oltre a Di Maio, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fraccaro, il ministro per lo Sviluppo Economico Patuanelli, la viceministro dell’Economia Castelli e il ministro per i Rapporti con il Parlamento D’Incà), ha visto per il Pd il vice ministro Misiani e il capo delegazione dem Franceschini, per Iv la ministra Bellanova e Marattin, mentre per Leu il ministro Speranza, Fornaro e Guerra.

Il Pd in ogni caso – riferiscono fonti parlamentari – ha difeso il lavoro fin qui portato avanti dal premier e dal responsabile dell’Economia. Mentre M5s e Iv, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, avrebbero sottolineato che sul merito dei contenuti della legge di bilancio occorre una maggiore condivisione. 

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