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Centrodestra in piazza. È ancora gelo tra Salvini e Meloni

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“A me dispiace che ci siano i simboli della Lega in piazza, ciò non toglie che questa è una manifestazione dove, speriamo, prevalga il tricolore”. Mentre a Roma prende il via il raduno del centrodestra contro il governo, Giorgia Meloni continua a non nascondere i malumori per la presenza sul palco di piazza San Giovanni degli stendardi del Carroccio di quella che, nata come mobilitazione salviniana, è poi diventata una manifestazione unitaria della coalizione. 

“Mi dispiace però dover scoprire a 24 ore dal suo svolgimento, che quella che doveva essere una manifestazione di tutti avrà in realtà i simboli della Lega, addirittura sul palco”, aveva detto ieri la presidente di Fratelli d’Italia, “come se fossimo ospiti in casa d’altri, in una piazza che, con passione, abbiamo contribuito a riempire. Peccato, un’altra occasione persa di dimostrare che siamo compatti, di mettere i sogni del nostro grande popolo prima degli interessi del singolo partito”. 

“Salvini leader? Bisogna volerlo”

“Salvini è il leader del partito che prende più voti, ma poi per fare il leader della coalizione bisogna pure volerlo”, ha risposto oggi Meloni a chi gli chiedeva se, come ieri ha detto Berlusconi, Matteo Salvini è il leader del centrodestra. Al gazebo FdI per raccogliere le firme a sostegno delle proposte di legge di iniziativa popolare, Meloni ha aggiunto che “in qualche modo i segnali che arrivano oggi sono un po’ distonici, rispetto a quello che ci si sarebbe aspettato”.

Alle due del pomeriggio, a poco meno di un’ora e mezza dall’avvio della manifestazione del centrodestra, si va riempiendo piazza San Giovanni. Tanti i militanti che via via arrivano, oltrepassando i varchi di sicurezza dislocati nelle vie di accesso alla piazza. Il grande palco domina la scena, così come i simboli della Lega. Ma in piazza sono presenti anche quelli di Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

Lo sfondo del palco, lungo 60 metri, è di colore blu, incorniciato dal tricolore con lo slogan “Orgoglio italiano. Una patria da amare e difendere”. Poi i simboli tradizionali degli ex lumbard, in piccolo, “Lega Salvini premier” e “Prima gli italiani”. Il contrassegno elettorale leghista è presente anche nel leggio posto sul palco, da dove si alterneranno gli interventi, e nei pannelli sistemati a cornice del palco stesso. Ovvero quanto Meloni non auspicava.

La presenza di Casapound agita Forza Italia

Le polemiche hanno però anche riguardato Forza Italia: nel partito ‘azzurro’ non sono mancati malumori per l’annunciata presenza in piazza di Casapound. Fonti parlamentari ‘azzurre’ tengono pero’ a sottolineare che “la nostra è una presenza convinta qui oggi in piazza”. Partiti in corteo dalla loro sede in via Napoleone III, i militanti della tartaruga frecciata sono entrati nella piazza percorrendo via Emanuele Filiberto, con il loro leader in testa, Simone Di Stefano.

Lo stesso Di Stefano, per smorzare le polemiche, ieri aveva affermato che “se qualche mentecatto domani farà il saluto romano in piazza non sarà certo un militante di Casapound. Per noi è un gesto sacro da rivolgere solo ai caduti. Chi lo fa in piazza ad una manifestazione di centrodestra è una scimmia mitomane al servizio dei media”.

Molte le bandiere di partito portate dai militanti: su tutte prevalgono quelle della Lega, ma ci sono anche le bandiere di FdI e Forza Italia. Alcuni militanti FdI sostengono striscioni issati da palloncini tricolori con su scritto “Mai con il Pd, mai con i 5 stelle, con Giorgia”. E poi le bandiere autonomiste della Lega Lombarda, del Piemonte e il Leone di San Marco veneto, ma anche – ormai da anni immancabile in tutte le piazze – la bandiera sarda. Agli estremi del palco i gazebo di FI e Lega per la raccolta delle firme contro la sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

Lerner accolto al grido di “buffone”

In attesa dell’arrivo dei tre leader (la scaletta degli interventi prevede prima il discorso di Silvio Berlusconi, poi di Giorgia Meloni e a chiudere Matteo Salvini), dai maxischermi vengono diffuse immagini con gli interventi di Paolo Gentiloni, Matteo Renzi e Giuseppe Conte, sonoramente fischiati dalla piazza, che intona anche cori al grido di “elezioni, elezioni” e “buffone, buffone”. Lo stesso appellativo è stato riservato al giornalista Gad Lerner, una volta arrivato in piazza per raggiungere le postazioni riservate alla stampa. Una contestazione nei limiti rispetto a quanto avvenuto al raduno di Pontida, quando qualcuno gli gridò “ebreo”.

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