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Smart speaker e privacy, Google: avvisiamo gli ospiti quando vengono a casa nostra

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Quello degli smart speaker è un business in forte espansione: lo dicono gli ultimi dati statistici, così come lo confermano gli stessi big del mercato – Google, Amazon, Facebook, Microsoft e Apple su tutti, senza dimenticare la sempre più forte presenza dei concorrenti cinesi – che propongono inediti dispositivi mese dopo mese arricchendoli di funzionalità sempre più avanzate.

Sì, ma la privacy? E' il solito problema o, meglio, l'altra faccia della medaglia. Da un lato ci piace avere un assistente vocale in casa per attivare la musica, accendere o spegnere le luci, fare qualsiasi tipo di domanda su meteo, notizie o impegni in agenda, ma dall'altro lato diventiamo sempre più consapevoli dei rischi che questi smart speaker comportano (e non parliamo solamente di smart speaker, ma di tutti quei dispositivi in grado di ascoltare le nostre conversazioni).

Del resto, qualcosa si sta muovendo nella direzione della maggior tutela della privacy: difendendosi dietro alla necessità di raccogliere materiale audio per migliorare il servizio e insegnare all'assistente vocale diverse intonazioni del parlato e dialetti, i produttori di smart speaker hanno più volte ammesso di registrare intere conversazioni, anche quelle attivate senza volere (di esempi – anche imbarazzanti – ce ne sono a iosa). Comprensibile dal punto di vista tecnico, sì, ma meno accettabile da parte degli utenti che si sentono spiati a casa loro. Ecco dunque che Apple ha fermato il programma di ascolto delle registrazioni, Amazon è finita sotto accusa per aver condiviso estratti con ascoltatori umani, così come Microsoft, Facebook e la stessa Google.


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