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Gli Stati Uniti colpiscono ancora: nel mirino l'intelligenza artificiale cinese

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Altro giorno altro ban dell'amministrazione statunitense, nel mirino ovviamente alcune realtà cinesi più che importanti nel loro complesso programma di sviluppo digitale e tecnologico. A differenza delle altre volte, tuttavia, Washington ha puntato su alcune startup ancora in via di espansione, tra queste la già nota SenseTime, impegnata nel riconoscimento facciale, Megvii e Yitu.

SenseTime, giusto per ricordare il contesto, è considerata la seconda startup impegnata nello sviluppo dell'intelligenza artificiale al mondo, quindi un valore che si aggira sui $7,5 miliardi e lauti investimenti ricevuti sia da SoftBank sia da Alibaba. Le altre due appena citate non sono da meno, con Megvii che vanta una valutazione di $4 mld e Yitu attorno ai $2,4 mld, ma queste tre realtà non sono che la punta dell'iceberg e da oggi risultano in black list anche altri giganti del settore tech come Hikvision (che realizza telecamere e soluzioni per la videosorveglianza).

Un nuovo capitolo che si apre nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, con il Dipartimento del Commercio USA che ha motivato parlando di "implicazioni di tali compagnie nella violazione dei diritti umani contro gli Uyghurs ed altre minoranze musulmane a Xinjiang".


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