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Huawei e ZTE pronte a collaborare con le istituzioni per restare in Italia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Huawei e ZTE, sono comparse ieri di fronte alle commissioni riunite Trasporti e Telecomunicazioni e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nell'ambito dell'iter di conversione del decreto-legge sul perimetro di sicurezza nazionale cibernetica approvato dal Consiglio dei Ministri il il 19 settembre scorso. L'occasione è stata propizia per fornire rassicurazioni e conferme sulla volontà di collaborare con lo Stato Italiano.

La premessa di base per contestualizzare la vicenda riguarda le finalità del decreto-legge che punta ad offrire un elevato livello di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici sia delle amministrazioni pubbliche, sia degli enti e degli operatori nazionali (pubblici e privati) mediante la creazione del suddetto "perimetro cibernetico". Il decreto affida alla Presidenza del Consiglio il compito di garantire che siano rispettate le norme a tutela della sicurezza da parte dei soggetti pubblici, mentre il Mise svolgerà lo stesso compito per quanto riguarda i soggetti privati.

Sia Huawei, sia ZTE, in qualità di fornitori di infrastrutture di rete, sono finiti da tempo sotto la lente delle autorità (non solo italiane) per i rapporti con lo Stato cinese.


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