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Era L’Ora, il Palermo del Gattopardo raccontato da una redazione straordinaria

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Ho avuto una settimana intensissima e molto emozionante, ma non posso mancare, anche se in ritardo, all’appuntamento con il Vulcanico rosanero, che mi sta molto a cuore. Stavolta non scriverò sull’SSD Palermo di Serie D, che dopo cinque giornate guida la classifica a punteggio pieno, non ha sbagliato un colpo e non potrà sbagliare contro la Cittanovese al Barbera, tornato ad essere vera e propria fossa dei leoni.

Voglio invece scrivere qualcosa proprio del passato, di un mio indimenticabile passato di cronista al seguito del “mio” Palermo. Lo faccio prendendo spunto da un memorabile evento cittadino di domenica scorsa: la nascita della via Giornale L’Ora, il glorioso quotidiano nato nel 1900 e chiuso nel 1992 che in quel tratto di strada nel centro di Palermo ebbe la sua redazione in un palazzetto oggi sede dell’Agenzia delle Entrate.

Ecco, il Palermo, la sua storia e le sue vicissitudini tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta, sono stati uno splendido, appassionante, divertente, indimenticabile pezzo della mia vita professionale, nell’arco dei quindici anni di lavoro che ho trascorso nella redazione de L’Ora, tra il 1978 e l’8 maggio del 1992, il triste ultimo giorno.

Un pezzo di vita, quello nel giornale l’Ora, che ha rafforzato il mio legame affettivo con la squadra rosanero e tutto ciò che intorno ad essa gravitava, rendendomi anche abbastanza popolare e seguito dalla tifoseria. Un magnifico pezzo della mia esistenza, pieno di ricordi e persone speciali: per citarli ci vorrebbero pagine e pagine, qui mi limiterò a un piccolo omaggio a un periodo che ha lasciato dentro di me una traccia meravigliosa.

Eravamo la redazione sportiva de L’Ora, seguivo il Palermo con il carissimo maestro Gaetano Sconzo, il giovanissimo e brillante innamorato del calcio e stacanovista sul lavoro Adolfo Fantaccini (oggi eccellente cronista sportivo dell’Agenzia Ansa), il narratore del grande cuore rosanero Benvenuto Caminiti e poi Nello Bonvissuto e altri validi e appassionati collaboratori. C’erano una volta le macchine da scrivere, le telescriventi, i “fuori sacco” che arrivavano dai corrispondenti di provincia. Era tutto molto affascinante e io ero molto giovane. Poi arrivarono i computer e Internet e cambiò tutto.

Erano i tempi di un indimenticabile presidente e grande gentiluomo, il “Gattopardo del calcio italiano” Renzo Barbera, che mi onorò della sua stima e amicizia, invitandomi perfino nella sua favolosa casa di Pantelleria. Ed erano i tempi di allenatori rosanero che furono personaggi unici e che mi insegnarono a conoscere dal di dentro il mondo del pallone: il burbero Nando Veneranda, i gentiluomini Giancarlo Cadè e Mimmo Renna, i vecchi lupi Carmelo Di Bella e Carmelo Del Noce, l’energico Tom Rosati, il simpatico Gustavo Giagnoni, che mi fece gustare in Sardegna uno strepitoso vino Cannonau da lui prodotto, poi ancora il grintoso e un po’ permaloso Peppino Caramanno, il formidabile trascinatore Giorgio Rumignani e per finire con le citazioni il sornione, espertissimo Gianni Di Marzio e il mitico Ignazio Arcoleo, condottiero del Palermo dei palermitani.

Gente di pane e calcio, persone con le quali ho condiviso tante giornate ed esperienze fantastiche di tempi splendidi della vita. Alcuni di loro oggi non ci sono più, ma resteranno sempre nel mio cuore insieme a tante, piccole e grandi storie. Erano e furono i tempi di tanti calciatori, bravi e meno bravi, più o meno simpatici; alcuni sono rimasti amici fino a oggi e feisbuc e la sua rete rappresentano per me un punto di contatto con tante persone molto care.

Ma furono anche i tempi di grandi eventi come i Mondiali di calcio e poi quelli di ciclismo, che nella redazione de L’Ora vivemmo e raccontammo con grande passione ed entusiasmo. Lavorammo tanto, ma con gioia e con l’amore grande per un mestiere che per me resta il più bello del mondo.

Era L’Ora, gran bel giornale anche per le cronache sportive. Oggi sono orgoglioso di ricordarlo e spero che il caro direttore Guido Monastra, che già mi immagino sorridente nel leggere queste righe, e voi mi perdonerete se con questa passerella nostalgica vi sembrerò un po’ retorico.

Ma era L’Ora. E fu bellissimo ….

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