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Trump si diverte con i dazi, ma gli americani non sorrideranno molto a Natale

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Non si fa che parlare dei dazi che l'amministrazione Trump ha intenzione di imporre al Parmigiano, prosciutto e altri prodotti dell'agroalimentare italiano ed europeo. Si fa la conta di chi è "salvo" e chi invece dovrà fare i conti con un prezzo dell'export pronto ad impennarsi, fino a livelli quasi insostenibili perché lo scambio con gli USA resti proficuo. Ma queste non sono che briciole rispetto alla guerra commerciale che The Donald sta alimentando contro la Cina, una battaglia a tutto campo che ben presto tornerà sulla testa degli americani come un boomerang.

A fare il punto sulla situazione sulla Cnn ci ha pensato Mary E. Lovely, professoressa di economia alla Syracuse University, certa che i primi effetti dei dazi si faranno sentire timidamente già adesso sui consumatori statunitensi e colpiranno duro da fine anno. Fino ad ora, infatti, la percezione dei dazi è stata più mediatica che altro, con rincari effettivi avvenuti per lo più su prodotti industriali.

Adesso si apre invece la stagione più importante e rischiosa, per tutte le parti: l'amministrazione americana ha confermato ad agosto la lista definitiva dei prodotti interessati dai rincari, con la prima tranche già partita dal primo settembre. Dunque prezzi su del 15 percento (per un valore di $110 miliardi) che hanno toccato il settore del fashion, vestiti, accessori e scarpe importate dalla Cina. Ad esser colpiti sono piccoli produttori che non hanno certo la possibilità – e la voglia – di assorbire i costi in eccesso; mentre gli importatori americani cercano dei fornitori alternativi in Asia sono quindi i consumatori americani a pagare di più alla cassa.


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