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Che succede ora che gli Usa hanno scatenato la guerra dei dazi?

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

La guerra dei dazi arriva in Italia, minacciando di spedirla in recessione, e apre uno scontro tra Roma e Washington nelle stesse ore in cui Mike Pompeo è in visita nella penisola. Il Wto ha dato agli Stati Uniti il via libera a imporre dazi per 7,5 miliardi di dollari contro l’Unione europea, accusato di aver fornito aiuti illegali ad Airbus. La sentenza segna un momento chiave nella disputa ultra decennale tra i due blocchi economici.

Nei prossimi mesi è atteso un pronunciamento analogo, questa volta chiesto dall’Europa contro gli aiuti concessi da Washington a Boeing, ma intanto in ciascun Paese europeo si fanno i conti con i possibili contraccolpi. Vino, olio e parmigiano potrebbero entrare nel mirino delle misure americane, ha affermato il segretario di Stato americano.

“È stata la nostra opinione per molto tempo che questi sussidi (ad Airbus , ndr) fossero illegali e abbiamo lavorato con l’Unione Europea e con il vostro governo per trovare la risposta giusta alla decisione della Wto di oggi. È una questione seria, sono sussidi seri che erano in violazione della Wto e faremo in modo di lavorare per sviluppare la nostra risposta”. E a domanda precisa ha sottolineato: “Forse alcune delle merci che ha descritto (vino e formaggi, ndr) potrebbero essere nella lista dazi”.

La reazione dell’Italia

“L’Italia difenderà i suoi interessi nazionali su ogni campo, specie quello economico e commerciale”, ha reagito poco dopo Luigi di Maio in una nota, mentre qualche ora prima il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte “si era detto “preoccupato” per un problema definito “molto serio”.

“L’Italia si rende perfettamente conto che c’è una tensione commerciale a livello globale e questo confronto sui dazi fra Stati Uniti e Unione Europea non può non considerare che noi siamo coinvolti come Ue”, ha spiegato il Presidente del Consiglio, “ma confidiamo di ottenere attenzione da parte di un nostro tradizionale alleato, gli Stati Uniti, su quelle che sono alcune delle nostre produzioni che riteniamo strategiche sul piano internazionale”. “L’Europa e l’Italia rischiano, i mercati globali rallenteranno ancora di più. I dazi non sono mai una bella notizia per il mondo”, e’ l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Washington e Bruxelles

Se dall’altra parte dell’Oceano, per il momento, si esulta – “Una vittoria da 7 miliardi, non male”, ha twittato Donald Trump – l’Ue, dal canto suo, sembra non voler arretrare di fronte alla battaglia: è pronta a lavorare con gli Usa per trovare “una soluzione equa e equilibrata”, ma se Washington deciderà di imporre le contromisure autorizzate dal WTO, questo “spingerà l’Ue in una situazione in cui non avrà altra scelta che fare lo stesso”, ha affermato la commissaria Ue al Commercio, Cecilia Malmstroem.

Per gli Stati Uniti “applicare contromisure ora sarebbe di corta veduta e controproducente”, si legge in una nota. “Sia l’Ue sia gli Usa sono stati considerati colpevoli dal sistema di risoluzione delle dispute del WTO per aver continuato a fornire alcuni sussidi illegali ai loro produttori di aerei”, ha aggiunto.

Nel caso Boeing, “all’Ue tra pochi mesi sarà dato il diritto di imporre contromisure contro gli Stati Uniti”. La Commissione ha già pubblicato in aprile “una lista preliminare di prodotti Usa” su cui potrebbe imporre contromisure attraverso i dazi, ha ricordato la commissaria svedese. Secondo Malmstroem, “l’imposizione reciproca di contromisure infliggerebbe danni alle imprese e ai cittadini su entrambe le sponde dell’Atlantico e danneggerebbe il commercio globale e l’industria aeronautica più ampia”.

L’Ue è pronta a lavorare con gli Usa per trovare “una soluzione equa e equilibrata” – ha concluso – ma se gli Usa decideranno di imporre contromisure autorizzate dal WTO, spingeranno l’Ue in una situazione in cui non avrà altra scelta che fare lo stesso”. 

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