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Sequestrato un pc a Siri che ribatte: "È uno sfregio a Istituzioni e regole"

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

La Giunta per le immunità del Senato ha autorizzato il sequestro di un computer del senatore Armando Siri chiesto dal Tribunale di Milano. La maggioranza ha votato compatta per il sì. Contrari i senatori della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. La Giunta ha infine incardinato nella seduta odierna un’altra richiesta di sequestro giunta sempre dal Tribunale di Milano sulla stessa inchiesta. Si tratta di un telefono cellulare di un collaboratore del senatore Siri

Le reazioni del senatore 

“Purtroppo, e non è la prima volta, le ragioni della contesa politica tra maggioranza e opposizione hanno prevalso, in sfregio alle Istituzioni e alle loro Regole, sulle ragioni del diritto – ha scritto Siri – La Giunta per le Elezioni e le Immunità parlamentari ha votato questa mattina a maggioranza l’autorizzazione a procedere al sequestro di un pc del sottoscritto, consentendo così l’acquisizione del contenuto nella sua interezza, nonostante in esso vi siano, evidentemente, una pluralità di dati inerenti l’attività istituzionale di Senatore della Repubblica”.

“Tale determinazione – ricostruisce l’ex sottosegretario – è stata deliberata anche se nella giornata di lunedì 30 settembre il difensore del sottoscritto, Avv. Fabio Pinelli, avesse depositato a mani dell’Autorita’ giudiziaria procedente un’istanza finalizzata a favorire, nel rispetto delle prerogative degli eletti nelle Assemblee Legislative della Repubblica, l’acquisizione di tutto il materiale rinvenibile d’interesse per le indagini, tralasciando di sequestrare quello estraneo a tale perimetro; salvaguardando così, oltre alle esigenze dell’indagine, altresì l’autonomia e l’indipendenza della funzione democratico-rappresentativa del singolo Senatore, nell’interesse superiore delle sue prerogative costituzionali, sul piano oggettivo”.

“Al cospetto di tale iniziativa del sottoscritto, finalizzata a garantire la massima apertura alle investigazioni e al contempo a tutelare le garanzie dell’eletto e la divisione dei poteri, i colleghi senatori di maggioranza in Giunta per le Immunità non hanno nemmeno ritenuto di attendere le determinazioni della Procura, rispetto alla suddetta istanza, affrettandosi invece ad autorizzare il sequestro indiscriminato di tutta la documentazione e la corrispondenza custodita nel pc., compresa quella istituzionale, inerente i lavori parlamentari e quant’altro di consimile; con ciò evidentemente aprendo alla compromissione della liberta’ di autodeterminazione politica del sottoscritto, con conseguente pregiudizio dell’autonomia e dell’indipendenza del Parlamento nel suo complesso”.

Per Siri dunque “la natura e la ratio delle garanzie dell’art. 68 della Costituzione ne escono di conseguenza oggettivamente compromesse”. Ma per il senatore “chi esce sconfitto da questo voto, dunque, non e’ il sottoscritto, che nulla ha da nascondere ai PP.MM. procedenti – e l’iniziativa della difesa citata lo dimostra senza tema di smentita – ma è il principio di autonomia e indipendenza del Legislatore”.

Il senatore leghista afferma che “resta in ogni caso immutata la piena fiducia nell’accertamento della propria estraneità a qualsiasi ipotesi di reato, con l’auspicio possa essere serrato nei tempi. Perché non dev’essere dimenticato che il sottoscritto è oggetto di attenzione investigativa per aver acquistato un immobile a favore della propria figlia, facendo uso di una provvista erogatagli a titolo di mutuo da un Banca di San Marino, addirittura iscritta all’A.B.I., e transitata, in adempimento di un obbligo di legge e a garanzia della sua piena tracciabilità, sul conto corrente dedicato del Notaio rogante. Un fatto, evidentemente, che non ha e non potrà mai avere, da qualsiasi parte lo si osservi, alcuna rilevanza penale; questa è la realta’”.

“Perché nonostante l’accertamento dell’estraneità di una condotta così normale rispetto a qualsiasi ipotesi di reato sia scontato, il sottoscritto, purtroppo in uno con la sua famiglia – prosegue Siri – è fatto oggetto di una campagna mediatica quotidiana, accanita e diffamatoria, così violenta e spregiudicata, da minare la salute di chi ne è protagonista. Ciò accade purtroppo anche se il sottoscritto ha sempre nutrito, e nutre, il massimo rispetto per la Magistratura; e vorrebbe continuare a credere che le indagini e i processi si debbano svolgere nelle aule di giustizia, non nella piazza della comunicazione multimediale. Di questa aberrazione di sistema la politica ha il dovere di occuparsi con assoluta tempestività. Perchè non è accettabile che un cittadino innocente, se oggetto di legittimi accertamenti dell’Autorità giudiziaria, debba essere automaticamente scaraventato in una gogna pubblica senza soluzione di continuità, del tutto indifferente alle ragioni dell’interessato e alla reale consistenza dei fatti”.  

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