Hi-Tech

Chiusa la backdoor usata per Mate 30 Pro, le Google Apps si allontanano

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Da settimane seguiamo da vicino le vicende legate al Mate 30 Pro, sia lato hardware ma soprattutto software perché, a suo malgrado, è la prima vittima eccellente del ban imposto a Huawei. Il risultato di questa guerra commerciale si traduce nella mancanza del Play Store e delle applicazioni Google alla prima accensione del dispositivo, una condizione a cui non siamo certo abituati su Android e un problema più che reale per il futuro della casa cinese al di fuori dei confini.

Ma una soluzione alternativa era subito sbucata fuori attraverso un applicativo esterno capace di sfruttare una backdoor, tale LZPlay scaricabile dal sito cinese lzplay.net, entrambi offline e inutilizzabili da diverse ore. Il procedimento per ottenere le G Apps era piuttosto semplice e ve lo abbiamo mostrato direttamente su Mate 30 Pro, pochi passaggi, tutti in cinese, e il Play Store appariva magicamente sulla homescreen.

Ma LZPlay non era uno dei soliti "GMS Installers" (dove GMS sta per Google Mobile Services) come tanti disponibili sul web, l'applicazione non si limitava ad installare una lista di applicazioni Google tramite APK – che poi funzionano solo se sul device c'è una regolare licenza Android – bensì sfruttava dei particolari permessi per l'installazione come "App di sistema". A raccontarlo nei minimi dettagli (link in fonte) è stato nelle scorse ore John Wu, uno dei principali ricercatori sulla sicurezza di Android e creatore di Magisk.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Close

Adblock rilevato

Disattiva il tuo AdBlocker