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Berlusconi punta tutto sui social per rilanciare Forza Italia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Silvio Berlusconi annuncia l’impegno ad “aggredire i social” per portare nuova linfa al partito. “Dobbiamo dare vita a un’attività di comunicazione che, finora, abbiamo colpevolmente trascurato”, ha detto dal palco del Teatro Manzoni di Milano. “Pensavamo bastassero le campagne televisive che ci hanno sempre dato successi ma alle europee sono potuto andare in tv solo dieci giorni perché ero reduce da un intervento chirurgico, ma oggi dobbiamo considerare che è arrivato internet”.

Il mea culpa del leader arriva insieme alla volontà di ripartire cambiando strategia: “Oggi risulta che il 67% delle opinioni politiche degli italiani viene da internet, per noi è incredibile ma è così. Questi hanno 5-6 giovani che, ora dopo ora, mettono queste cose in rete. Quando vedo uno che fa il leader e dice ‘sto mangiando una focaccia’ e scrive ‘bacioni’ a me viene da ridere. Coi nostri giovani, stiamo mettendo in campo delle troupe per aggredire anche noi i social: è qualcosa di molto lontano dalla nostra esperienza, ma stiamo vedendo di farlo bene anche noi”.

Un’esigenza, ha spiegato il leader forzista, che arriva anche dalla considerazione che bisogna recuperare voti, considerato che il partito ora “è all’otto per cento” e che le “prossime elezioni politiche non saranno a breve perché questi sono legati alle poltrone con lo scotch”.

In particolare, Berlusconi ha rimarcato più volte la necessità di convincere quei “sette milioni di italiani” che si riconoscono nel campo “moderato e liberale” che però si sono astenuti alle ultime consultazioni elettorali. Il E ha già in mente alcune nuove misure adatte a una parte del suo elettorato: “Creeremo un Ministero della terza età se dovessimo vincere le prossime elezioni”.

“Gli anziani votano per noi perché sono saggi e hanno esperienza di vita – ha spiegato alle decine di ‘seniores’ azzurri, provenienti da tutta Italia – hanno visto come abbiamo governato e sanno che mai governeremo coi 5 Stelle. I nostri principali interlocutori sono quello che ci chiedono esperienza e capacità di governo, non solo slogan e selfie”.  

Non sono mancati neanche i giudizi sull’esecutivo e sul futuro della giustizia italiana: “Il Pd è un partito giustizialista, il Movimento 5 Stelle oltre ad essere giustizialista è anche manettaro. Siamo inconciliabili con loro. Ieri hanno iniziato a confrontarsi il premier Conte con il ministro Bonafede e Orlando del Pd. Loro faranno non una riforma, ma un patto per le manette”.

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