Politica

Le sorprese e gli esclusi eccellenti nella partita dei sottosegretari

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

La squadra di governo è finalmente al completo, così come aveva sollecitato anche ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, niente affatto entusiasta della prospettiva di aprire la fase di bilancio con una squadra dimezzata. Di qui l’accelerazione, il lavoro notturno portato avanti soprattutto in casa M5s che ha permesso la fumata bianca di primo mattino.

“È tutto cambiato”, dicevano fonti parlamentari del Movimento alle prime ore del mattino. Perché, in piena notte, gli schemi iniziali erano completamente saltati. È il caso di Stefano Buffagni, dato certo per il ministero dell’Economia e delle Finanze in qualità di sottosegretario, ‘dirottato’ allo Sviluppo Economico come vice ministro.

Il bilancio pende a favore del M5s

Il bilancino della squadra di governo pende a favore del M5s, come era prevedibile per la forza che ha più peso elettorale nella compagine del’esecutivo. Ma il partito Democratico può dirsi soddisfatto: 18 sono i sottosegretari e tra questi Andrea Martella, uomo di fiducia del segretario Nicola Zingaretti, a cui è stata assegnata la delega ‘pesante’ dell’Editoria.

E un’altra delega di peso, quella delle telecomunicazioni, potrebbe andare allo zingarettiano Gian Paolo Manzella, anche se la partita – dicono dai Cinque Stelle – vede in campo anche Stefano Buffagni. Colpaccio anche per Leu che, oltre al ministro della Salute, esprime con Cecilia Guerra anche un sottosegretario all’Economia.

Dentro al Pd possono festeggiare anche le file renziane che esprimono, tra ministri e sottosegretari, otto esponenti. E tuttavia tra i fedelissimi dell’ex premier filtra insoddisfazione per l’assenza di esponenti toscani, tanto che Simona Bonafè, Francesco Bonifazi e Dario Nardella ipotizzano si tratti di una vendetta contro Renzi consumata ai danni della loro regione.

I turbamenti nell’area renziana

Un modo, spiegano fonti parlamentari della maggioranza Pd, per mantenere le mani libere e non apparire troppo organici alla maggioranza e al governo. Ma c’è anche chi attribuisce il nervosismo delle file renziane ad un certo ‘sfilacciamento’ dell’area che fa capo al senatore fiorentino. Tra i cinque sottosegretari che vengono attribuiti all’area Renzi, “solo tre sono riconducibili direttamente” all’ex premier, viene sottolineato, “mentre gli altri due sono stati indicati da Base Riformista”, l’area che fa capo a Luca Lotti e Lorenzo Guerini.

E, oggi, alla domanda se ci sarà la tanto temuta scissione renziana, la risposta di Guerini è suonata come una presa di distanza da quel progetto: “Mi auguro che Matteo, che è una grande personalità della politica italiana e del Pd, continui a essere una grande personalità del Pd”.

Ma spostamenti e sostituzioni di caselle ci sono stati anche in casa dem dove la delicatezza delle elezioni umbre, il prossimo mese, hanno consigliato di non toccare il commissario Pd, Walter Verini, accreditato inizialmente per la Giustizia. E dove il deputato Emanuele Fiano ha visto sfumare ancora una volta la possibilità di far parte della compagine di governo, con un incarico al ministero dell’Interno, idea accarezzata anche al momento della scelta dei ministri.

Gli esclusi eccellenti 

Ma tra gli esclusi dem il nome più ‘pesante’ è sicuramente quello di Maurizio Martina, ex segretario ed ex ministro dell’Agricoltura, anche lui alla seconda esclusione dopo che il suo nome era circolato durante la fase delle trattative per gli incarichi dei ministri. Il compito più difficile lo ha avuto, tuttavia, Luigi Di Maio: il Capo Politico del M5s ha voluto procedere alla scelta dei sottosegretari con metodo democratico, incaricando i presidenti delle commissioni di Camera e Senato di fornire una rosa di cinque nomi ciascuno.

E questo per rispondere alla richiesta di trasparenza arrivata dagli eletti. Ma l’elenco arrivato sul tavolo del ministro degli esteri contava, alla fine, più di 75 nomi a fronte delle 22 caselle inizialmente previste per M5s. Di qui la difficoltà a bilanciare esperienza e ‘facce nuove’ superata solo a tarda notte. Naturale, quindi, la presenza di esclusi eccellenti, da Emilio Carelli (il nome del quale era circolato come sottosegretario con delega all’Editoria) all’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta.

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Ti potrebbe interessare...

Close
Close

Adblock rilevato

Disattiva il tuo AdBlocker