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Spotify Family richiede il controllo della posizione su Google Maps: polemiche

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Spotify torna sui suoi passi, ancora. Stavolta non stiamo parlando del widget Android, prima rimosso e nuovamente reso disponibile dopo le proteste degli utenti. La situazione in questo caso è ancora più spinosa, e riguarda il piano Premium Family. Ebbene, l'azienda svedese ha aggiornato termini e condizioni (v. FONTE) re-introducendo l'obbligo di verifica "di volta in volta" della posizione, controllo reso necessario per comprovare che le persone che usufruiscono dell'abbonamento da 14,99 euro al mese facciano effettivamente parte dello stesso nucleo familiare e vivano sotto lo stesso tetto.

Già lo scorso anno era stata introdotta un sistema di verifica simile su un numero ristretto di utenti per testarne il funzionamento. L'accesso alle coordinate GPS non era affatto stato preso bene dagli utenti, tant'è che Spotify aveva successivamente rinunciato all'idea.

La variazione – avvenuta in realtà in pieno agosto ma emersa solo ora – non è piaciuta a coloro che hanno un piano Family attivo e nemmeno alle associazioni per la tutela della privacy: non è chiaro innanzitutto cosa si intenda per "di volta in volta" – assodato che la verifica della propria posizione geografica non avviene una tantum, ogni quanto verrà effettuata da Spotify? Sulla base di quali parametri? In più, si ritiene che il controllo non tenga conto del fatto che i membri di una stessa famiglia possano vivere in realtà in luoghi diversi – per motivi di studio, di lavoro, di scelte personali. In questo caso perché allora non si può usufruire dell'abbonamento Premium Family nonostante i membri facciano comunque parte dello stesso nucleo?


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