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A che punto è la partita per i sottosegretari

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Sulla partita dei sottosegretari si punta a chiudere giovedì, in attesa della convocazione ufficiale di un Consiglio dei Ministri ad hoc per chiudere la partita.

Fonti parlamentari del Partito Democratico parlano di contatti continui e incontri informali per completare le caselle, aggiungendo che i nodi – al momento – sarebbero interni alla controparte di governo. Nessuno scontro, però: fonti di Palazzo Chigi definiscono “ottimo” il clima nella squadra di governo e parlano di un “lavoro che va avanti con spirito collaborativo”.

Parole che sembrano avvalorare l’idea di una soluzione a breve, così come quelle pronunciate da Giuseppe Conte, impegnato in una serie di incontri a Bruxelles: “Domani sarebbe buono riuscire a completare la lista della squadra dei sottosegretari per poter partire ed essere attivi quanto prima”.

Non tutti, però, sono inclini allo stesso ottimismo: “Mi pare sia complicato chiudere entro domani”, spiega un dirigente dem segnalando “problemi all’interno del Movimento 5 Stelle“. Che i pentastelati siano ancora alle prese con le caselle da riempire, d’altra parte, viene confermato anche dai presidenti di Commissione che, solo qualche ora fa, sottolineavano che “il Movimento non è un ufficio di collocamento” e che le figure dei viceministri e dei sottosegretari vanno identificate “attraverso le riunioni parlamentari”.

Fonti parlamentari M5s alla Camera confidano che il capo politico del Movimento possa ‘sciogliere la riserva’ giovedì o, al più tardi venerdì. Tra i nomi che circolano, quelli di Laura Castelli e Stefano Buffagni come vice ministra e sottosegretario al Ministero dell’Economia.

Castelli in particolare vorrebbe mantenere l’incarico ricoperto nel Conte I, in virtù del lavoro fatto fin qui. Altri nomi che vengono fatti per Via XX Settembre sono quelli di Alessio Villarosa, Tommaso Currò, Sergio Romagnoli. Alla Giustizia, accanto al ministro Alfonso Bonafede, potrebbe andare Vittorio Ferraresi mentre Licia Azzolina è data come papabile agli Affari Regionali.

Tra gli altri ‘big’ del M5s si segnalano i nomi di Manlio Di Stefano al ministero degli Esteri, Luca Carabetta, Francesco D’Uva alla Cultura. Sul fronte Pd, i nomi ‘caldi’ rimangono quelli di Walter Verini e Andrea Martella per le deleghe all’editoria e alle comunicazioni, Lia Quartapelle per il ministero degli Esteri, Antonio Misiani per l’Economia.

Nel computo complessivo degli incarichi, comunque, tra sottosegretari e vice ministri, al M5s dovrebbero andare 22 ‘caselle’ contro le 18 del Pd.

Il Movimento 5 Stelle ha consegnato la rosa dei nomi fra cui scegliere i sottosegretari del Governo Conte II. Ora sarà il capo politico, Luigi Di Maio a fare la sintesi. Che la ‘partita’ sul bacino a cui attingere sia chiusa lo confermano fonti parlamentari secondo le quali le richieste di modifiche che sarebbero state avanzate, al termine delle riunioni delle commissioni permanenti – cui era stato chiesto di scegliere – e del successivo incontro dei rispettivi capigruppo, che si sono svolti ieri, sono state respinte con un: ‘è troppo tardi’.

Quanto ai presidenti delle commissioni parlamentari, viene spiegato in M5s, si è deciso che i loro nomi non potessero essere inseriti nella rosa dei possibili sottosegretari per non lasciare vuoti spazi di vertice alla Camera e in Senato. Il che, secondo alcune fonti, avrebbe creato, in alcuni, irritazione.

E questo anche se, in una nota, proprio di alcuni presidenti di commissione, ieri si leggeva: “Abbiamo detto a più riprese che adempieremo al nostro ruolo fino alla scadenza naturale e speriamo che ciò valga per tutti”. Intanto, il processo di coinvolgimento dei parlamentari a 5 Stelle sui prossimi sottosegretari viene definito un segnale positivo nella prospettiva di un maggior coinvolgimento degli eletti rispetto a quanto accaduto con il precedente governo.

Un segnale “positivo” rispetto al passato, viene sottolineato, anche se non manca chi osserva che poteva esserci un passaggio meno frettoloso. 

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