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6G, il Libro Bianco guarda alle reti del 2030

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il 6G prende forma, e lo fa man mano che il 5G si diffonde sempre più a livello globale. Gli studi sulle reti di futura generazione sono già partiti da tempo: basti pensare al centro di ricerca inaugurato da LG in Corea del Sud, alla struttura presso l'Advanced Communications Research Center di Samsung Research a Seoul, e ancora alle attività in corso nei laboratori canadesi di Huawei. La posta in palio è elevata – già lo si è visto con il 5G – e i principali attori del settore fanno a gara per giocare d'anticipo proteggendosi con brevetti e portando avanti attività di ricerca e sviluppo.

A cercare di mettere ordine ci pensa l'University of Oulu della Lapponia finlandese che, per prima al mondo, ha stilato e pubblicato un Libro Bianco sul 6G (link nel VIA) invitando ad un coordinamento congiunto da parte di tutte le tipologie di portatori d'interesse. Il documento – intitolato Key Drivers and Research Challenges for 6G Ubiquitous Wireless Intelligence – si basa sulle opinioni di 70 esperti invitati lo scorso marzo al 6G Wireless Summit di Levi (Finlandia), con l'intento di chiarire quali siano gli elementi che maggiormente incideranno sulla prossima tecnologia, nonché le sfide e la conoscenza necessarie per la sua implementazione.

I professori Matti Latva-aho e Kari Leppänen disegnano nel Libro Bianco la situazione al 2030: come detto, il 6G dovrà essere il risultato dello sforzo congiunto degli stakeholder (aziende, ricercatori, politici e tutti i responsabili della "smart society"), e la sua implementazione dovrà andare nella stessa direzione stabilita dalle Nazioni Unite sul tema dello sviluppo sostenibile. Tre sono i pilastri su cui si baserà la rete di futura generazione, così come indicato dal titolo del documento:


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