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"Sull'immigrazione la gente chiede sicurezza. Il Pd non lo dimentichi”, dice Gori

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Ora che l’Italia è uscita dall’angolo nel quale l’aveva cacciata il passato governo deve riproporre il tema della modifica del trattato di Dublino”. È netta, e anche nel solco della piega che sta prendendo il tema migranti in Europa, l’indicazione che il sindaco di Bergamo Giorgio Gori dà al partito di Zingaretti attraverso un’intervista a la Repubblica, il cui segnale è esplicito: “Sull’immigrazione la gente chiede sicurezza Il Pd non lo dimentichi”.

“L’idea che di tutti i migranti si debba far carico l’Italia non esiste. Anche la sinistra deve ammettere che sulla gestione a terra abbiamo fallito” dice poi Gori. Secondo il sindaco di Bergamo, oggi “c’è voglia di voltare pagina, ma gli italiani chiedono posizioni meno rigide quindi eviterei di passare da porti chiusi ad accogliamoli tutti”, ha scritto in un tweet che, con tutta probabilità, ha stimolato la curiosità del quotidiano ad andare a intervistarlo. Non che abbia ragione Salvini, però – sottolinea il primo cittadino che mette in guardia dal passare da un eccesso all’altro – mi pare che ci sia il desiderio di uscire da una fase di gesti palesemente disumani che hanno comportato oltretutto la violazione del diritto internazionale”.

Chiarisco: non ho detto “teniamo chiusi i porti”. Chi rischia la vita in mare va salvato. Ma l’umanità non basta. Quell’89% ci dice che servono anche legalità e sicurezza, che l’immigrazione va GE-STI-TA. Se lo capiamo bene, altrimenti regaliamo pure il Paese a Salvini. https://t.co/uWGIcWf0aT

— Giorgio Gori (@giorgio_gori)
September 8, 2019

 

Così, tenendo fede al presupposto che “queste persone vanno salvate, ma che questa politica va fatta insieme alla garanzia di legalità e sicurezza” e che inoltre c’è più di mezzo milione di irregolari che vengono sfruttati con il lavoro nero, “un partito di governo deve saper dare una risposta” afferma ancora Gori. Che sollecita anche “il controllo dei confini a livello europeo” perché “anche la sinistra deve ammettere che sulla gestione a terra abbiamo fallito” dice senza mezzi termini il sindaco bergamasco.

Per poi aggiungere: “Abbiamo governato dal 2013 al 2018 e il tema dell’accoglienza non ce lo siamo mai posto seriamente” cosicché su quel che accade dopo la decisione su chi ha diritto alla protezione e chi no “non si è fatto nulla” e questo atteggiamento finisce per produrre “una condizione di necessario degrado che si scarica sui territori”. Ed è da qui che “nascono le preoccupazioni e “le paure dei cittadini su cui prospera la propaganda leghista” sottolinea il sindaco, che intima: “Tornare alla gestione di Alfano sarebbe un grandissimo regalo alla destra di Salvini”.

Ma il decreto Sicurezza bis, va cancellato oppure no? Sul punto il sindaco di Bergamo non ha dubbi e risponde sicuro: “Tenere conto dei rilievi del presidente Mattarella mi sembra il minimo. Servono profonde modifiche per togliere l’idea repressiva dei porti chiusi” conclude

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