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Quali saranno i capisaldi del discorso di Conte alle Camere

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Fari puntati sul discorso che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, terrà alla Camera, nel giorno in cui si apre il ‘rituale’ della richiesta di fiducia nei due rami del Parlamento. E fari puntati anche sui numeri del Senato – che si esprimerà nella giornata di martedì – dove si registra una maggioranza meno larga che a Montecitorio.

Manovra, rapporti con l’Europa, immigrazione. Dovrebbero essere questi i capisaldi del discorso di Conte per la nascita del nuovo governo giallo-rosso. E non mancherà di ribadire il principio di filosofia politica che gli sta a cuore, quello del perseguimento di un nuovo umanesimo.

Sviluppo, crescita, grande riforma fiscale per fare pagare tutti, ma meno. Il taglio del cuneo fiscale, alcuni dei temi che riguardano la prossima legge di Bilancio. Quanto all’Europa: un dialogo critico ma costruttivo e la revisione del patto di stabilità, come ha anche chiesto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo messaggio a Cernobbio.

E sull’immigrazione: l’Italia, sarebbe questa l’indicazione, e’ consapevole di poter dare un contributo fondamentale a partire dalla revisione del trattato di Dublino. Quanto al decreto Sicurezza bis: la necessita’ di tenere conto delle annotazioni del Capo dello Stato. E poi ancora Conte parlerà di disabili e terremotati.

Questo sarà un governo per il Paese, bisogna mettere da parte le conflittualità in uno spirito di leale collaborazione, il messaggio del presidente del Consiglio che sta ancora limando il testo. Conte interverrà, alle 11, a Montecitorio. Dopo il suo discorso vi sarà una sospensione dei lavori d’Aula in modo da consentirgli di depositare il testo al Senato.

Quindi, si svolgerà la discussione generale in Assemblea, con i tempi dettati dalla Conferenza dei capigruppo, e il premier farà la sua replica intorno alle 17. A seguire, le dichiarazioni di voto delle diverse formazioni politiche che siedono in Parlamento. La votazione avverrà per chiamata nominale. E quando la Camera – dove c’è chi stima che i sì a Conte saranno intorno ai 350 – e il Senato avranno approvato la fiducia, il governo entrerà nei suoi pieni poteri.

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