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Alitalia e Atlantia, primo banco di prova per la tenuta del governo giallorosso 

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

La revisione delle concessioni autostradali e l’operazione Alitalia sono tra i primi dossier (i più spinosi) che il nuovo esecutivo dovrà affrontare nell’immediato. Il primo test per la tenuta dell’alleanza M5s-Pd. Da una parte c’è lo scontro di vedute sulla revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia (Aspi) a un anno dal crollo del ponte Morandi, dall’altra il ruolo che Atlantia (maggior azionista di Aspi) avrà nel salvataggio e rilancio della compagnia di bandiera.

I due dossier sono strettamente intrecciati. Sul fronte delle concessioni, la posizione del nuovo ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, è in netto contrasto con quella del suo predecessore, Danilo Toninelli. La parola “revisione” scritta nero su bianco nel programma di governo di Pd e M5s al posto della “revoca senza se e senza ma” più volte invocata dall’ex vicepremier Luigi Di Maio e dallo stesso Toninelli fa intravedere all’orizzonte una soluzione di compromesso per Aspi.

Anche se la situazione è tutt’altro che chiarita, visto l’avvertimento lanciato dal senatore M5s Mario Giarrusso: “Darò la fiducia al governo Conte in base alla posizione che avrà il Pd rispetto alle dichiarazioni fatte dal ministro De Micheli o se il ministro stesso chiarirà meglio. La posizione del M5s è chiara: siamo per la revoca delle concessioni” e “non diamo la fiducia se si inizia subito a martellare l’accordo”. è da vedere adesso quanto la minaccia resti isolata o sia la premessa di uno strappo tra i neo alleati.

Il dossier Alitalia è un altro nodo da sciogliere e i lavori in corso tra i potenziali nuovi soci sono ancora lontani da una soluzione sul piano industriale. Il termine per la presentazione delle offerte vincolanti è quasi certo che slitterà rispetto alla scadenza del 15 settembre (fonti vicine al dossier e i sindacati parlano di oltre una settimana di proroga), anche se l’ad di Fs, Gianfranco Battisti, è più cauto. Parlando a margine del Forum Ambrosetti, ha chiarito che la decisione sarà presa dopo aver incontrato il nuovo esecutivo: “Aspettiamo nei prossimi giorni l’incontro con il governo – ha spiegato – poi facciamo il punto e rappresentiamo lo stato dell’arte. Condivideremo i prossimi passi, per ora è prematuro dire se posticiperemo di qualche giorno”.

Battisti, interpellato dai cronisti, ha assicurato comunque che la compagine della newco che intende rilanciare Alitalia è molto solida: “Credo sia la migliore che potessimo mettere in campo – ha detto – e non credo ci sia bisogno di nuovi soci”. Quindi ha spiegato: “Stiamo lavorando sul piano industriale. Noi il nostro ruolo lo abbiamo fatto. Delta ha cambiato atteggiamento? Non ci risulta, c’è un’interlocuzione attiva da sempre, è una normale negoziazione come ce ne sono state tante altre con altri partner. Sono ancora in corso di definizione alcuni dettagli”.

Finora le offerte per Alitalia hanno interessato Atlantia accanto a Fs, Delta e Tesoro. Il vertice tra Battisti, Giovanni Castellucci (ad di Atlantia) e Ed Bastian (ceo di Delta) potrebbe tenersi attorno al 16-17 settembre (data da concordare), dopo il cda di Fs di martedì prossimo che secondo indiscrezioni dovrebbe esaminare l’operazione, e quello di Atlantia fissato venerdì 13. Non è certo come potrebbe evolvere la vicenda, ma la strada appare decisamente meno in salita. 

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