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Meloni va in piazza, Berlusconi no, Salvini punta su Pontida (e sul Copasir)

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Lunedì con il governo giallorosso schierato a Montecitorio per il voto di fiducia, Fratelli d’Italia sarà in piazza. Alla manifestazione dovrebbe partecipare anche una delegazione della Lega, per sostenere la battaglia della Meloni contro l’esecutivo che lei ritiene rossoblu “perché non c’è solo la sinistra ma è connotato dalle consorterie europee”. Ma il partito di via Bellerio ha in programma la sua manifestazione per il 19 ottobre a Roma e prima – a metà mese – ci sara’ Pontida. La kermesse questa volta servirà per serrare i ranghi e puntellare la linea dell’opposizione dura in Parlamento a M5s e Pd.

L’autocritica del Carroccio

Nel Carroccio ci si interroga ancora sulla gestione della crisi di governo. La leadership del ‘Capitano’ non è assolutamente in discussione, ma la tesi dell”uomo troppo solo al comando’ che non ha saputo muoversi con strategia in alcuni passaggi agostani viene condivisa da diversi ‘colonnelli’. Ci si aspettava – spiega un ‘big’ del partito – che Salvini convocasse un vertice tra fedelissimi coì’ come fece prima di stringere l’asse con Di Maio, che non facesse tutto in autonomia. Ma sullo strappo con Conte e M5s nessuno critica il segretario. E neanche sui tempi. “L’errore è stato nel modo di aprire la crisi. L’abbiamo soltanto annunciata. Abbiamo dato il tempo agli altri di organizzarsi e ci siamo isolati eccessivamente”, il ‘refrain’.

Ora però, dopo che lo stesso Salvini ha ammesso di aver subito un gol anche se “causato da un rigore inesistente”, l’imperativo è guardare avanti. E a studiare le prossime mosse con le quali mettere in difficoltà l’esecutivo. Si punterà sulla ‘resistenza’ delle presidenze nelle commissioni parlamentari, soprattutto in prospettiva della legge di bilancio. Si preparano tranelli, pure negli orari di convocazione, ma il convincimento è che Pd e M5s dureranno almeno fino all’elezione del prossimo Capo dello Stato. E intanto Salvini pensa, riferiscono i suoi, alla presidenza del Copasir che spetta all’opposizione.

Finora l’organismo e’ stato presieduto dal dem Guerini che è traslocato al ministero della Difesa. Salvini con il Copasir punterebbe a dare continuità al suo lavoro al Viminale. Inoltre – sottolinea una fonte parlamentare – la presidenza del Copasir gli permetterebbe di avere maggiormente le mani libere. Il tema in ogni caso non è all’ordine del giorno ma non viene affatto esclusa. Chiaramente la maggioranza si opporrà, già il Pd gli chiede di fare chiarezza piuttosto sul ‘caso Savoini’.

Il segretario del partito di via Bellerio intanto sta già organizzando un ‘tour’ per le regioni, a partire dall’Umbria che andrà al voto in ottobre, con FI che è pronta a sostenere il candidato leghista Tesei. Ma nella nuova fase che si sta aprendo i tre partiti dell’opposizione rischiano di muoversi in maniera autonoma.

La cautela di Forza Italia

Momento delicato anche per FI che imputa a Salvini di aver consegnato il Paese alla sinistra. Tuttavia il partito azzurro è diviso tra un’ala che potrebbe – non ora – essere più filo-governista e chi, invece, considera la Lega l’alleato naturale e pensa che Salvini – magari ‘ridimensionato’ nei sondaggi – possa allargare la coalizione in tempi brevi. In ogni caso nessuno è disposto nel partito azzurro a votare la fiducia al Conte bis.

In FI però raccontano di un canale aperto tra Letta e Renzi e di un Cavaliere che se non arrivassero provvedimenti ‘punitivi’ nei suoi confronti potrebbe valutare il governo dai singoli provvedimenti che porta avanti. Differenziandosi così da Lega e Fdi. Soprattutto nel ricorso alla piazza. Nessun sostegno però a priori ad un governo che Berlusconi reputa totalmente spostato a sinistra.

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