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"Il No di Rousseau smentirebbe le invocazioni populistiche di M5s" dice Cassese

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“’L’ultima parola spetta agli iscritti’. Quindi, oggi gli iscritti-certificati al M5S (poco più di 100 mila persone) decidono se si fa il governo con il Pd”. È l’incipit di un’analisi del costituzionalista Sabino Cassese sul Corriere della Sera, che alla fine però si chiede: “Quando il capo politico del M5S smetterà di giocare con la democrazia?”

Tuttavia, secondo il ragionamento di Cassese, se il responso sarà positivo “la decisione dei gruppi parlamentari del Movimento, regolarmente comunicata al presidente della Repubblica, sarà confermata”, ma nel caso contrario cosa accadrà?, si chiede ancora Cassese, che aggiunge un secondo quesito: “I gruppi parlamentari, smentiti dagli iscritti, dopo essersi pronunciati a favore della nuova formazione di governo, che faranno? Si dimetteranno?” Ma poiché è il capo dello Stato che ha dato l’incarico per la costituzione di un nuovo governo sulla base delle indicazioni dei gruppi parlamentari di M5S e Pd, che farà…?

Sabino Cassese si chiede a questo punto se Mattarella “revocherà l’incarico al professor Conte?”, per poi analizzare l’aspetto assai controverso della consultazione e affermare di conseguenza che “coloro che hanno deciso di avviare questa consultazione, a questo stadio della procedura di formazione del governo (e non prima che si pronunciassero i gruppi parlamentari), non si rendono conto della contraddizione in cui hanno cacciato il M5S”. Perché il risultato sarebbe che “la volontà del maggior numero (i rappresentanti-delegati di 11 milioni di elettori del M5S) sarebbe cancellata da quella del minor numero (una maggioranza di 50-60 mila iscritti al M5S), smentendo le invocazioni populistiche del Movimento”.

In sostanza, conclude il giudice emerito della Corte costituzionale, il risultato è che i rappresentanti del popolo “sarebbero smentiti dal partito, rinverdendo i fasti della migliore partitocrazia”. Un vero e proprio paradosso, per “la forza politica che invoca il popolo a ogni piè sospinto” e che “lo metterà invece a tacere per dar voce ai propri esigui iscritti”.

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