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"Di Maio poltronista. E non ha chiuso con Salvini", dice Zanda

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Di Maio ha rivendicato l’attività del suo governo con Salvini. Questa posizione può fare pensare che i suoi rapporti con la Lega non siano chiusi per sempre”. È roso da un dubbio e da un sospetto Luigi Zanda, da pochi mesi tesoriere del Pd ed ex capogruppo a Palazzo Madama nell’era Renzi. Poi nell’intervista a la Repubblica attacca: “Di Maio accusa gli altri di volere le poltrone, ma il poltronista casomai è lui”.

E fa qualche calcolo, Zanda, ricordando che “nell’ultimo governo ne occupava tre di poltrone: due ministeri e quella di vice premier. In più era il capo politico del Movimento. Significa che le sue poltrone erano quattro. In fatto di poltrone non scherza”. “Di Maio non lo capisco”, aggiunge poi.

Ma Zanda sa anche che i 5Stelle e il Pd “sono molto diversi”, meglio “direi che sono alternativi”. E se oggi è diventato possibile immaginare un governo insieme, “è solo perché bisogna difendere l’Italia dall’attacco alla democrazia parlamentare tentato da Salvini e poi perché la nostra condizione economica e sociale è così grave da rendere molto pericoloso rimanere senza governo”.

Però subito dopo precisa: “Un governo serve all’Italia, ma non a qualsiasi costo”. E soprattutto che sia “solido negli obiettivi condivisi” e “nelle qualità dei suoi componenti”.

Quindi il tesoriere dem non si nasconde il fatto che fare un governo con i 5Stelle “è una impresa difficile e rischiosa” tanto che l’ultima uscita di Di Maio, ieri, all’uscita dall’incontro con il premier incaricato Conte “rende la scalata per il nuovo esecutivo proibitiva” dice senza mezzi termini Zanda. E “di proibitivo in proibitivo, le cose possono diventare impossibili” sottolinea poi.

Tanto più che, svela Zanda, “l’intesa sul programma deve essere verificata ancora”, nonostante le insistenze del Pd, verifica che “è stata rallentata anche dall’iniziale richiesta di Di Maio della vice presidenza del Consiglio e del ministero dell’Interno”.

Ma se la verifica sul programma è ancora di là da venire, su tutto il resto come procede? Sui decreti sicurezza, per esempio, Di Maio non sembra dell’avviso che vadano cambiati? Risponde Zanda: “Gli inumani e incostituzionali decreti sicurezza vanno abrogati. Se la parola dà fastidio, allora diciamo che vanno radicalmente riscritti”.

Quanto a Conte, Zanda dice che il premier di un governo di coalizione “deve essere necessariamente equidistante” dalle forze che lo sostengono e “deve garantire tutti”, però aggiunge, “la storia del rapporto del professor Conte con la politica lo indica come un rappresentante dei 5Stelle”.

Lo è perché “è stato eletto al Consiglio di Stato su indicazione e con i voti dei 5Stelle e indicato dai grillini per il Conte 1 e ora per il Conte 2 e Casalino è un suo stretto collaboratore” osserva il dirigente dem. E ove non fosse equidistante, “il governo è destinato a cadere” chiude Zanda l’intervista.

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