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"Serve un'alleanza e non un contratto fasullo" dice Bonaccini

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Ci hanno raccontato che prima venivano gli italiani ma, poi degli italiani non si è occupato nessuno”. E ora quel che serve è “un’alleanza, non un contratto fasullo”. Sono parole di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, regione dove per altro a novembre si vota nell’intervista pubblicata da La Stampa di Torino nell’edizione in edicola.

Il governatore emiliano sostiene che è necessario un governo “che e chiuda l’esperienza negativa dell’ultimo anno e mezzo” perché sono indispensabili investimenti e lavoro, interventi radicali contro il cambiamento climatico e il dissesto idrogeologico, ridare ossigeno alla scuola, risorse certe alla sanità”. E per fare tutto questo “è necessaria un’assunzione di responsabilità”, quindi un’alleanza vera e propria perché “sarebbe sbagliato chiedere ai 5 Stelle abiure per le scelte pregresse”, ma lo sarebbe altrettanto “chiedere al Pd di proseguire nello schema precedente”.

La vera discontinuità è racchiusa tutta qui, anche se Bonaccini non crede “negli accordi a tavolino, né a desistenze”, tanto più a livello locale. Giudica, ad esempio, la sfida elettorale d’autunno in Emilia “importantissima” per dimostrare che “questa Regione è amministrata molto meglio di quanto non sia stata governata l’Italia nell’ultimo anno a mezzo”. Infatti, e “non a caso cresce più del resto del Paese, è il punto di riferimento nella sanità”.

E poi “l’Emilia-Romagna – prosegue il Governatore – ha molto da dire su lavoro, investimenti, scuola, sanità. La Lega, mi pare molto poco. Il M5S deciderà cosa fare”. Alle prossime elezioni ”l’avversario è la Lega: chi vorrà dare una mano, previo accordi sui programmi, è benvenuto al confronto”.

Ultimo punto, l’autonomia, sulla quale Bonaccini considera la proposta dell’Emilia-Romagna “la più equilibrata e la più capace di unire: non solo Pd e M5S, direi il Paese” rispetto a quelle di Lombardia e Veneto. Quindi se “la Lega puntava a trasformare il voto regionale in un referendum su Salvini” quel che chiede Bonaccini è semplicemente “un voto per il buongoverno della nostra Regione”. 

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