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"Il decreto sicurezza bis va abolito", dice il prefetto Morcone

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

“Il decreto Sicurezza bis a mio avviso va abolito. O quantomeno profondamente rivisto”. Prima di tutto perché “in più punti è incostituzionale”, secondo perché “non rappresenta la cultura e i valori del nostro Paese”. Parole e pensieri del prefetto Mario Morcone, classe 1952, già capo di gabinetto del ministro Minniti, tra i candidati in pectore a sostituire il ministro dell’Interno Salvini al Viminale, ministero della sicurezza. Che a proposito di migranti e dei 98 naufraghi a bordo della Mare Jonio aggiunge: “Sono il direttore del Consiglio italiano rifugiati: qualcuno può pensare che lasci questa gente in mezzo al mare?” dice a Il Fatto Quotidiano in edicola che lo intervista.

Morcone non condivide “assolutamente, ma stiamo scherzando?”, esclama, la politica dei porti chiusi attuata dal precedente inquilino del ministero dell’Interno, tantè che sui ministri Trenta e Toninelli che hanno firmato il divieto chiesto da Salvini ad accoglierli, dice chiaramente: “Non capisco perché i ministri Trenta e Toninelli lo facciano. Posso soltanto assistere e osservare”.

 

Insomma, “è un fatto noto che a suo tempo, nel 2017, con le Ong abbiamo concordato un codice di comportamento” sostiene il prefetto Morcone, che precisa: “Un conto è un codice di comportamento, un altro è il decreto sicurezza bis, che prevede addirittura la chiusura dei porti con un decreto interministeriale”.

La posizione che lui ha condiviso allora è quella del confronto con le Ong su un sistema di regole giuste, “che consentissero loro di svolgere la missione umanitaria”, sottolinea Morcone, secondo schemi riconoscibili sul piano del diritto internazionale.

E rispetto a questi mesi recenti, dice con chiarezza: “Ho l’impressione che si sia voluto esagerare, immaginando di alimentare e ottenere il consenso, ma pensiamo solo alla chiusura dei porti: ha dei riflessi molto discutibili, non soltanto sotto l’aspetto costituzionale, ma anche sotto quello dei trattati internazionali”.

Quanto a un suo eventuale ruolo di guida del Viminale si limita solo a dire: “Penso che esistano persone più autorevoli di me, candidate per quella posizione, ma comunque sono certo che siamo solo alla fase delle schermaglie. Aspettiamo che il presidente Mattarella affidi l’incarico al presidente Conte. Per me, quello che conta, è che nasca un nuovo governo per il bene di questo Paese. Sono un europeista convinto”. 

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