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I punti fermi del M5s: Conte premier e Di Maio ancora ministro

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Il M5s non molla il presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, ma il dialogo con il Pd continua. E’ lui che rappresenta la discontinuità dopo aver “asfaltato” Matteo Salvini in Senato. E’ un nome spendibilissimo in Europa, dove per due volte ha saputo evitare la minacciata procedura di infrazione di Bruxelles all’Italia.

Inoltre, sottolineano fonti qualificate, Conte è sempre stato ‘terzo’ nel gestire il suo ruolo di massimo responsabile del potere esecutivo. Quanto a Luigi Di Maio, capo politico del Movimento, le stesse fonti ritengono che non possa non far parte del nuovo esecutivo, anche se non escludono che possa cambiare dicastero, sia pure di analogo rilievo, non esclusi Interno o Difesa.

Quella di domenica è stata una giornata di tensione nel M5s: la maggior parte dei parlamentari non vuole far naufragare l’eventuale accordo con i dem e nelle chat bacchetta i ‘cani sciolti’ che cercano di mettere i bastoni tra le ruote alla trattativa, perché vorrebbero tornare con la Lega. E lo fanno uscendo a nome del Movimento sulle agenzie.

Il mandato dato dall’assemblea dei parlamentari ai due capigruppo, Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, è stato molto chiaro e c’è piena fiducia in Di Maio. A chi sostiene che fare barricate sul nome di Conte possa esser un ostacolo al dialogo con il Pd, perché significa partire dai nomi piuttosto che dai temi, la replica è che M5s già dal primo incontro con Sergio Mattarella ha messo nero su bianco i 10 obiettivi da perseguire.

Certo è che non manca chi ritiene che non si possa pensare di vincere su tutta la linea e chi teme che alzare troppo la posta possa essere controproducente.

In ogni caso, c’è chi nota, tornare con Salvini sarebbe poco dignitoso. Nel dialogo con i dem Di Maio si gioca tutto e se fallisce potrebbe essere la sua ultima battaglia, sottolineano fonti parlamentari pentastellate. Ad ora non e ancora prevista un’assemblea congiunta dei deputati e dei senatori Cinque Stelle, che si dovrebbe svolgere, questa è la previsione, martedì, giorno del secondo giro di consultazioni al Quirinale.

Lunedì, viene riferito, è un giorno clou. Nessun incontro con i Dem è fissato, ma non si esclude. Di Maio potrebbe riunire nuovamente i capigruppo delle commissioni permanenti del Parlamento. 

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