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Miccoli sì, Miccoli no: Palermo si divide sulla “questione morale”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

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Miccoli sì, Miccoli no. Inutile girarci intorno, il ritorno di Fabrizio Miccoli al “Renzo Barbera” fa discutere tanto. Quello che viene indicato giustamente come uno dei più talentuosi giocatori del passato rosanero sarà fra i protagonisti della serata di lunedì 26 agosto dove la nuova squadra rosanero – pronta all’imminente campionato di serie D – si mischierà ad alcuni pezzi della storia rosa più o meno recenti.

La storia è nota. Il fuoriclasse rosanero è stato condannato in primo grado a tre anni e sei mesi per estorsione: secondo l’accusa, per far sì che un amico ottenesse il pagamento di un debito di 20 mila euro, il calciatore avrebbe chiesto una “cortesia” a Mauro Lauricella, figlio di un boss palermitano e condannato in appello a sette anni. Ma la popolarità del calciatore ha avuto un brutto colpo dopo che è stato diffuso il contenuto di una intercettazione in cui definiva il giudice Falcone “un fango”.      

Era opportuno invitarlo? La città è divisa e il “caso” è diventato nazionale dopo un articolo piuttosto duro pubblicato venerdì sulle pagine del giornale “Il Fatto Quotidiano” con l’eloquente titolo “Miccoli stia a casa. Palermo non perdona” e un altro pezzo della Gazzetta dello Sport di martedì dal titolo “Miccoli fa discutere”Secondo il Fatto Quotidiano, sui social si è sollevato un coro unanime di protesta contro la presenza dell’ex capitano. I social che fanno riferimento a questo giornale, per la verità, non fanno registrare “un coro unanime” ma certamente una spaccatura a metà tra favorevoli e contrari.

Ecco quindi che si propone una “questione morale” applicata al calcio che – per citare illustri precedenti – ricorda in qualche modo quella di Maradona, il poeta del calcio che “inciampò” sulla droga e su amicizie poco raccomandabili a Napoli. E quando si parla di questione morale si rischia facilmente di cadere nella melassa appiccicaticcia della retorica che ho sempre cercato di evitare.

Il mio parere – scritto con la dovuta delicatezza per una questione piuttosto imbarazzante – è che una società come quella rosanero, che parte con il desiderio di fare una piccola “rivoluzione civile”, avrebbe dovuto astenersi dall’invito per dare un segnale importante di discontinuità (ovviamente con l’augurio che il giudizio di appello sia diverso). In ogni caso, non era opportuno fare passare una dichiarazione video di Miccoli sui canali ufficiali della società, eleggendolo di fatto a “testimonial” dell’evento.

Prima di scrivere queste righe, che alimenteranno il dibattito, ho sentito tante “campane”: inutile dire che da ampie fette della cosiddetta società civile – soprattutto magistrati – sono arrivare aspre critiche; molti tifosi rosanero hanno invece ritenuto “ineluttabile” o “naturale” la presenza del calciatore in una partita celebrativa che vuole solo avere il sapore della festa calcistica. Viene soprattutto sottolineato il fatto che il giocatore ha più volte chiesto scusa per quanto accaduto, cercando la riabilitazione morale.

E allora, come è nella mission di questo giornale che è sempre più diventato punto di riferimento dei tifosi rosanero, chiediamo il vostro parere sperando di stimolare un dibattito franco ma civile: esprimete tra i commenti il vostro parere. Sulla pagina Facebook del giornale abbiamo anche predisposto un sondaggio “secco” tra favorevoli e contrari.

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