Politica

La difficile via del dialogo tra il Pd e il M5s

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Consumata la frattura tra M5s e Lega dopo lo scontro tra Conte e Salvini a palazzo Madama, ora toccherà al presidente della Repubblica scendere in campo ed ascoltare quello che diranno i partiti al Colle. Ma la strada per un governo tra Pd e Movimento 5 stelle resta stretta. Da giorni è in corso un dialogo a livello informale tra le due forze politiche che tuttavia non coinvolge direttamente i leader.

“Siamo ancora a caro amico”, spiega un ‘big’ pentastellato. Le condizioni messe dalla segreteria dem, quella richiesta di una totale discontinuità, rappresentano un ostacolo sulla via di un accordo. “Se il Pd non vuole né Conte né Di Maio per noi è un problema”, spiega un esponente di primo piano del Movimento 5 stelle. Il problema principale del Movimento 5 stelle resta Renzi.

Il problema della legge di bilancio 

L’intervento fatto dal senatore di Scandicci a palazzo Madama può essere stato anche apprezzato, ma il timore è che l’ex presidente del Consiglio possa far saltare tutto nel giro di pochi mesi. Eppure il Movimento si è compattato, la maggior parte dei parlamentari che avevano espresso dei dubbi sul ‘connubio’ con i democratici ora non vede altro percorso che quello con il Pd. Di parere diverso restano solo alcuni ‘big’ come Paragone e Buffagni.

Il primo punto sul quale Pd e Movimento 5 stelle dovranno trovare una convergenza è la legge di bilancio. “Innanzitutto chiederemo – osserva una fonte parlamentare dem – una operazione verità. Se dovesse partire il dialogo a livello di vertici servirà un patto ‘blindato’ per sterilizzare le clausole di salvaguardia sull’Iva”.

Questo vuol dire che M5s dovrebbe tornare indietro su alcune misure, come per esempio sul reddito di cittadinanza e anche sulle posizioni riguardanti l’Ilva e il salario minimo. Per i renziani pero’ il problema non esiste. Anzi c’è chi sottolinea come già sia stato apprezzato dall’intero partito lo ‘schemà Tria. Il ministro dell’Economia ha visto Di Maio proprio per parlare della necessità di mettere in sicurezza i conti pubblici. È la prima preoccupazione del Capo dello Stato, Mattarella. Ed è proprio il responsabile di via XX settembre ad essere finito nel mirino della Lega.

“Si è già schierato con il nuovo asse”, si sfoga un ‘big’ del partito di via Bellerio. Negli ultimi mesi – questo il sospetto all’interno della Lega – al Mef già stato un cambio di rotta portato avanti anche da tecnici che fanno riferimento al Pd. Nel Movimento 5 stelle si guarda a Zingaretti, Gentiloni e Zanda: sono loro a frenare, raccontano fonti parlamentari.

La direzione del Partito democratico

Il segretario del Pd domani avrà un mandato ampio da parte del partito: la via maestra resta quella del voto, ma – di fronte ad una presa di posizione del Capo dello Stato e ad una richiesta esplicita da parte dei Cinque stelle di ricercare una nuova maggioranza in Parlamento – il segretario sarà invitato ad andare a vedere le carte. La strada è stretta, anche perché Zingaretti insiste sulla necessità di una maggioranza forte nei numeri e di fine legislatura e il Pd non apre sulla strada di un Conte-bis.

“Deve riconoscere innanzitutto i suoi errori”, la posizione dem. “Si potrebbe fare un governo politico. Zingaretti potrebbe anche entrarci, magari come vice premier”, sostiene un esponente di governo dei pentastellati. Tuttavia tra i renziani si sostiene come il garante del dialogo tra Pd e M5s è Franceschini, è lui a tessere la tela con l’ala ortodossa M5s, sarà lui a dare copertura – questo il ‘refrain’ – al confronto quando entrerà in azione la prima carica dello Stato. Il clima in Parlamento in ogni caso è cambiato.

Clima diverso rispetto ad una settimana fa. Sorrisi e strette di mano tra i dem e i pentastellati. Basta assistere ad alcune scene nel Transatlantico. “Ho apprezzato molto il tuo intervento”, ha detto il sottosegretario Spatafora rivolgendosi per esempio all’ex presidente del Senato, Grasso. “Il problema è Renzi”, continuano a ripetere però nel Movimento 5 stelle. Tanto che la prospettiva delle elezioni anticipate non è affatto da escludere, il ‘leitmotiv’ in M5s. 

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Ti potrebbe interessare...

Close
Close

Adblock rilevato

Disattiva il tuo AdBlocker