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Fake news a Hong Kong: accuse a Twitter e Facebook, la Cina dietro ai falsi account

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Facebook e Twitter tornano al centro della bufera mediatica, accusate di non fare abbastanza per impedire la diffusione di fake news (e non è di certo la prima volta | Google, Facebook e Twitter: pochi sforzi nella lotta alle fake news, secondo la UE |). Il tema, in questo caso, è piuttosto scottante, e riguarda le proteste in corso a Hong Kong. Non solo account falsi e post denigratori e diffamanti: entrambi i social network vengono accusati infatti di consentire ai media cinesi di pubblicare annunci sulle loro pagine, nonostante tutte e due le piattaforme siano bloccate in Cina (ma spesso l'accesso avviene ugualmente modificando i VPN). In particolare, i problemi di maggiore entità sarebbero dovuti ai media controllati direttamente dall'amministrazione di Pechino, impegnati in questi giorni a diffondere false notizie e a fare propaganda sia su Twitter che su Facebook per screditare i manifestanti.

LA RISPOSTA DI TWITTER

Twitter ha pubblicato un post sul blog ufficiale in cui annuncia di aver bloccato 936 account originati in Cina, creati espressamente per "tentare di seminare discordia politica a Hong Kong, anche minando la legittimità e le posizioni politiche del movimento di protesta".


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