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Palermo, Ferrero non molla. La Holding Max chiede l’accesso agli atti

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La Holding Max, la società che fa capo al presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, vuole approfondire tutti i passaggi dell’avviso pubblico del Comune che hanno condotto il sindaco di Palermo Orlando, ad assegnare il titolo sportivo di serie D al gruppo MirriDi Piazza preferendolo alle altre cinque offerte.

È evidente che a Ferrero non è andata giù la decisione, voleva il Palermo e riteneva di avere le carte in regola per aggiudicarsi il titolo. Da qui la decisione di rivolgersi all’avvocato Sergio Scicchitano per chiedere l’accesso agli atti e controllare i sei fascicoli che erano pervenuti sul tavolo del sindaco.

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Il problema adesso è quello della tempistica: l’Amministrazione ha la facoltà di rispondere alla richiesta entro 30 giorni ma la Holding Max vorrebbe “bruciare le tappe” per evitare che gli atti vengano forniti a fine agosto, quando cioè sarebbe troppo tardi per studiare le carte e presentare un eventuale ricorso. A quel punto il campionato sarebbe già iniziato.

L’avvocato Scicchitano, titolare di un noto studio legale romano e che curiosamente ha avuto con Orlando e il vicesindaco Giambrone una contemporanea militanza in politica con “Italia dei Valori”, si augura un gesto di disponibilità del Comune nel segno “della trasparenza e della terzietà” per dare un contributo “all’accertamento della verità”.

IL TESTO COMPLETO DELLA NOTA FIRMATA DALL’AVVOCATO SCICCHITANO

“La Holding Max srl ha depositato formale istanza di accesso agli atti il giorno dopo l’aggiudicazione del titolo sportivo alla società Hera Hora Srl per poter verificare, come proprio diritto, quali siano i documenti che hanno consentito al Comune di Palermo di operare tale scelta”.

“Il collegio difensivo della Holding Max srl è assolutamente convinto della buona fede dell’Amministrazione Comunale la quale però non può non sapere – anche perché l’abbiamo scritto – che il pur legittimo esercizio del proprio diritto di consegnare la documentazione nel termine di trenta giorni dall’istanza si tramuterebbe nell’annullamento – mortificazione del diritto della propria assistita di proporre ricorso all’Autorità giudiziaria avverso il provvedimento medesimo, ove illegittimo”.

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“È infatti evidente che – sul presupposto che il collegio difensivo privo di essa documentazione non può neppure valutare se adire le vie giudiziarie per la tutela dei propri diritti – laddove il Comune di Palermo si avvalesse sino in fondo del termine di 30 giorni previsto dalla legge, il ricorso all’Autorità amministrativa rimarrebbe fortemente pregiudicato non potendo essere materialmente depositato, discusso (visto i termini di legge) e in ultimo deciso (favorevolmente) a causa dell’inizio del campionato di serie che certo non può attendere l’esito del contenzioso”.

“Del resto, la documentazione di che trattasi è di pronta e facile trasmissione e l’immediata consegna rappresenterebbe da parte dell’Amministrazione Comunale non solo un segno di trasparenza e terzietà ma un vero e proprio contributo all’accertamento della verità. Ove ciò non fosse quindi possibile, altra strada non resterebbe che chiedere il risarcimento di tutti i gravissimi danni che per l’effetto si andrebbero a produrre”.

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