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Palermo, il contratto con Arkus poteva risolversi prima del crac

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

Salvatore Tuttolomondo De Angeli

Il Palermo poteva essere salvato. Il contratto con Arkus – svela il Giornale di Sicilia – poteva infatti essere risolto prima di arrivare al triste epilogo che ha condannato il Palermo a ripartire dalla Serie D.

A testimoniare il tutto è una clausola presente sul contratto che recita: “Il mancato adempimento da parte del promittente acquirente anche di uno solo degli obblighi previsti porta alla rescissione con obbligo di retrocessione immediata delle quote”.

Uno degli obblighi sarebbe venuto meno già a fine maggio, ad un mese dalla possibile iscrizione al campionato di Serie B. L’inadempimento in questione si riferisce alla compensazione da 4,4 milioni di euro che Arkus avrebbe dovuto immettere per riequilibrare la situazione finanziaria dei rosanero.

Arkus avrebbe dovuto saldare il debito tramite un credito vantato nei confronti di Tecnosystem Group ma il collegio sindacale, e successivamente anche il curatore speciale Guerrera non erano convinti della legittimità dell’operazione.

Da lì, l’inizio del crac che poteva essere evitato ma secondo la De Angeli, una richiesta di risoluzione contrattuale avrebbe comunque portato a un contenzioso con tempistiche troppo lunghe per garantire l’iscrizione al campionato cadetto. E in quel momento fu l’inizio della fine…

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