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"Caldo? Riduzione emissioni sia priorità". Intervista a Monica Frassoni, leader dei Verdi europei

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Anche se “allarme caldo” e “allarme clima” non devono essere confusi, è pur vero che le ripetute ondate di temperature record sempre più ravvicinate, unite a fenomeni clamorosi come lo scioglimento dei ghiacci anche a latitudini polari sono ormai universalmente riconosciute come un sintomo del riscaldamento globale provocato dall’uomo. 

Eppure le temperature record che si stanno riscontrando in tutta Europa sono un sintomo dell’emergenza climatica. Almeno secondo il parere del ricercatore di Ispra, specializzato in sostenibilità, Marco Bertaglia, uno dei coordinatori in Italia del movimento di disobbedienza civile Extinction Rebellion (XR), nato nello scorso ottobre, che lo scorso aprile ha bloccato il centro di Londra per lanciare l’allarme sull’emergenza clima.  “Di per sé un allarme caldo può avere a che vedere con l’allarme clima, oppure no. Io credo che in questo momento sia così. L’ondata di caldo precedente, quella del mese scorso, in Francia è stata studiata in tempo reale dai migliori climatologi riuniti per coincidenza proprio in quel paese per una conferenza internazionale. Ne hanno concluso in maniera scientifica che l’ondata di caldo era più pronunciata a causa dello stravolgimento climatico che abbiamo causato”. Il movimento Extinction Rebellion Italia ha programmato un’azione per sabato sera: a Bologna, sono attese decine di militanti per passare la notte in piazza Maggiore a discutere dell’emergenza climatica e delle responsabilità degli uomini. 

Anche secondo #FaceApp è necessario dichiarare l’#EmergenzaClimatica prima che gli effetti dell’attività umana sull’Italia e sul mondo diventino devastanti.

⬇️ Chiedi al tuo Comune di farlo ⬇️https://t.co/BcaK9W34Iv

NB: L’immagine è una proiezione dei dati Enea al 2100 pic.twitter.com/Ze6cxP1cD3

— Europa Verde (@europaverde_it)
July 18, 2019

 

L’allarme degli scienziati, raccolto e rilanciato nei mesi scorsi dalle manifestazioni dei “Fridays for future” ispirate alla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg, sembra trovare conferma in quanto accaduto negli ultimi giorni in tutta Europa. Così almeno la pensa Monica Frassoni, copresidente di un partito, quello dei Verdi europei, reduce dal successo elettorale dello scorso maggio (non in Italia però) che gli ha permesso di portare al parlamento di Strasburgo 74 deputati, una ventina in più rispetto alla precedente legislatura, e di diventare il quarto gruppo politico dopo i Popolari, i Socialdemocratici e i Liberali.

Che legame c’è fra il caldo di questi giorni e l’allarme per il clima?

“Le alte temperature di questi giorni sono un segno chiaro di quelle che dovrebbero essere le priorità di qualsiasi governo a qualsiasi livello.  Misure rapide e molto concrete devono mettere in movimento una radicale revisione del sistema energetico industriale e agricolo per ridurre velocemente le emissioni che hanno ricominciato a crescere”.

Che cosa si dovrebbe fare per far fronte all’emergenza?

“Altrettanto urgenti sono gli investimenti per adattare le nostre case, i nostri territori, i trasporti pubblici e privati all’evidenza di temperature altissime, di alternanza fra siccità e inondazioni e di fenomeni meteorologici non controllati ne’ più controllabili”.

Quali sono i tempi per un intervento?

“E’ una svolta da mettere in atto subito perché abbiamo solo 10 anni di tempo per invertire la tendenza del clima impazzito. Il nostro sistema idrico perde in media il 40% con punte del 60% in alcune città. Lo sviluppo delle rinnovabili e della efficienza energetica è al palo o è troppo lenta”.

Che opportunità ci sono per una nuova economia che consenta la riduzione delle emissioni?

“Le tecnologie esistono. Si sa che investire in efficienza energetica è un volano di creazione di nuovi posti di lavoro immenso. Come pure riciclo e riuso di materie plastiche e altri rifiuti. Una nuova economia può esistere, da subito. Quanti altri giorni bollenti, morti anticipate, danni all’agricoltura e disordine nel sistema dei trasporti dovremo tollerare prima di agire?”

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