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YouTube e Spotify più pericolosi della pirateria per il mercato musicale italiano

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La pirateria è un fenomeno in continuo calo in Italia – come testimoniato anche dai dati di fine 2018 relativi a riviste e quotidiani -, grazie all'intervento congiunto dell'Autorità Garante AGCOM, resa sempre più autonoma e in grado di agire anche senza dover attendere una sentenza, e dei vari ordini di Polizia.

Enzo Mazza, presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) ha ribadito l'efficacia delle misure prese in Italia, al fine di contenere la pirateria, nel corso di un'intervista rilasciata a TorrentFreak, evidenziando però allo stesso tempo la presenza di un nuovo pericolo per chi opera nel settore musicale, specialmente per quanto riguarda la riscossione dei proventi dei diritti d'autore.

Sebbene nel 2018 le visite verso portali pirata siano calate del 35% rispetto all'anno precedente – e nel Q1 2091 siano scese ulteriormente del 9% -, con oltre 380 blocchi disposti nei confronti di siti potenzialmente illegali nel solo 2018, anche strumenti perfettamente legali come YouTube e Spotify rappresentano un grosso rischio per l'industria, fa notare Mazza.


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