Sport

Palermo, la “Cenerentola” del calcio che recita il ruolo del Principe

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

palermo, cenerentola che gioca il ruolo del principe

“Un bel giorno accadde un fatto davvero straordinario. Dal castello arrivò un paggio con un proclama e cominciò a leggere: “Il figlio del re annuncia che fra tre giorni si terrà un gran ballo cui sono invitate tutte le ragazze in età da marito! …..Dopo qualche giorno bussò di nuovo alla porta il paggio, portava su un cuscino la scarpina di cristallo. “Per ordine del re, tutte le fanciulle del regno devono provare questa scarpetta e chi riuscirà ad infilarla sposerà il nostro principe!” disse il paggio. Poi notò Cenerentola che rimaneva in disparte. ” Ordine del re! Tutte le fanciulle devono provarla!” disse porgendole la scarpina. Immaginatevi l’espressione della matrigna e delle sorellastre quando videro che sembrava fatta su misura per il suo piedino! Il paggio accompagnò Cenerentola a palazzo, dove alcuni giorni dopo si celebrarono nozze favolose. E vissero tutti felici e contenti”.

Chissà perché, ho sempre immaginato il mio povero Palermo oltraggiato e tradito come una bella fanciulla stracciona e sporca di cenere che aspetta solo un principe che ne possa apprezzare le qualità nascoste: un bacino (nel senso dell’utenza, sporcaccioni) ampio e ben disposto a sposare un progetto serio e onesto e una virtuale assenza di concorrenza locale. Che tanto le nobili strisciate a noi, villici terroni che s’accalorano disputando sul sesso delle palle di riso fritte, non ci si concedono che nella freddezza di uno schermo televisivo. In fondo, quelle qualità che un giorno un principe azzurro (ma che dico, arancio-nero-verde-rosa-nero) venuto dal Friuli rivelò al mondo facendola partecipare a un gran ballo il cui cocchio s’è trasformato in zucca ormai marcia e divorata dagli stessi topolini.

Oggi invece, per un singolare scherzo del destino e per qualche fidejussione cabriolet, la nostra povera Cenerentola assume il ruolo del Principe e i suoi pretendenti quello delle fanciulle che accorrono al Palazzo (delle Aquile) con i piedi sparsi di borotalco per calzare la scarpina di cristallo. E mentre noi sudditi aspettiamo frementi che il Gran Ciambellano colpisca con il bastone il pavimento di Sala delle Lapidi annunciando i nomi delle fanciulle partecipanti alla contesa, troviamo il tempo di litigare su quale partito sia più degno della nostra amata Cenerentola/Principe che freme in attesa del colpo di fulmine.

Si narra di pretendenti che ne vorrebbero fare un vigoroso amante da usare quando quell’altro riposa o un precettore per puledri da trasformare in purosangue. Un’esperienza che abbiamo già vissuto. Uno di essi, che presentava sinistre assonanze con il fedifrago di prima, s’è già defilato. Non si poteva di certo passare dalla padella di un principe (si fa per dire, naturalmente) friulano arancio-nero-verde-rosa-nero alla brace di un pretendente blu-bianco-rosso-nero-rosa (a proposito, complimenti al Viperetta per la finesse con cui ha definito il rosa come il colore “d’a fimmina”).

E poi c’è la sequenza da incipit di una barzelletta sentita mille volte che non fa più ridere nessuno: “C’era un americano, un cinese, un polentone, un singaporese (????) e un palermitano…”. Infine, i creativi della situazione che ipotizzano matrimoni (diciamo) “allargati”, ossia aperti al contributo dei più e magari conditi da una spruzzatina di “azionariato popolare”, una formula che in Italia (e a Palermo) non ha mai attecchito come peraltro dimostra l’andamento di Borsa delle poche Società calcistiche quotate.

Se posso esprimere il mio umile parere, penso che le fantomatiche “cordate” possano durare lo spazio di un mattino, come peraltro già sperimentato in occasione della precedente resurrezione. Un’automobile deve avere solo un conducente a tenere lo sterzo saldamente in mano, altrimenti corre il rischio di vagare senza meta o peggio di finire fuori strada. Il calcio è un business particolare il cui risultato economico dipende spesso dall’imponderabile: un rigore sbagliato, un errore del portiere, l’infortunio di un giocatore-chiave possono modificare non solo il risultato tecnico, ma anche quello economico. E chi rischia il proprio denaro ha il sacrosanto diritto di farlo in proprio e senza negoziati e compromessi.

Non sappiamo ancora chi impalmerà la nostra Cenerentola/Principe, ma possiamo pregare la Santuzza nel giorno del Festino che infonda equilibrio e lungimiranza ai membri della Commissione in cui spicca la figura di un Galantuomo di provata fede come il Giudice Guarnotta. E che per una volta la Dea Eupalla si degni finalmente di volgere verso questi suoi seguaci, così ricchi di passione e di pazienza e così adusi alle lacrime e alla tribolazione, uno sguardo benevolo garantendoci un futuro non di trionfi e Scempionlì, ma quanto meno di decoro e serietà, di serenità e rispetto.

Un rispetto che noi palermitani e rosanero abbiamo dimostrato di meritare con il nostro comportamento esemplare di fronte al vergognoso oltraggio che, ancora una volta, abbiamo dovuto subire. Forza Palermo sempre.

LEGGI ANCHE

PALERMO, COME FARE UNA SERIE D “A COSTO ZERO”

UN CUORE ROSANERO PER LA VIBONESE: MODICA NUOVO ALLENATORE

“CON LA BLACK LIST SI POTEVA EVITARE LA FINE DEL PALERMO”

L’articolo Palermo, la “Cenerentola” del calcio che recita il ruolo del Principe proviene da Stadionews24.

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Ti potrebbe interessare...

Close
Close

Adblock rilevato

Disattiva il tuo AdBlocker