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Palermo, pari da infarto. E quel falso invalido che…| Le pagelle ironiche di Amenta e Ferrara

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Palermo Benevento Haas
Palermo Benevento Stellone
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Il nostro appello è purtroppo caduto nel vuoto e allo stadio non ci sono manco i parenti dei giocatori. Sarà che è venerdì sera, sarà che c’è più freddo, sarà che ci sono troppi brunelli in giro ma, come sempre, gli spalti sono più vuoti di una bottiglia di gin alla fine di una cena britannica. Palermo arrembante come al solito con tre centrocampisti e un tridente d’attacco con Trajkovski dietro la coppia di bomber che schiereremmo sempre alla PlayStation: Puscas e Nestorosvki.

Il Benevento schiera una squadra corta come il fiato dei vostri cronitifosi sul campo di calcetto e la partita è nervosa come un no-vax di fronte a un testo scritto di senso compiuto. Si arriva al ventesimo senza che si registri un tiro degno di nota, una emozione o un emendamento parlamentare sensato sul reddito di cittadinanza. Il Benevento però è molto più pericoloso del Palermo e ci procura almeno un paio di infarti. I giocatori giallorossi arrivano sempre primi sulla palla e a centrocampo i giocatori rosa non capiscono nulla con Murawski che barcolla come Apollo Creed alla fine del match con Rocky.

Si chiude il primo tempo e la sensazione è che ce la possiamo prendere con il modulo o con gli interpreti, con la sorte e pure con la lira turca ma alla fine il Benevento sembra proprio più forte e quindi ci spaventiamo. Rientrano le squadre e ci trovano mezzi addormentati perché per noi questa partita alle 21 è un crimine contro l’anzianità. Al rientro la musica non cambia e il Benevento si rende subito pericoloso e ci svegliamo definitivamente. Prosegue il dominio giallorosso e Stellone finalmente si risveglia anche lui inserendo Falletti per Murawski. Ci sbilanciamo per spaventare gli avversari ma questi ultimi non lo capiscono e continuano a macinare gioco come se nulla fosse.

LO STRISCIONE CONTRO ZAMPARINI 

Entra pure Rispoli e subito dopo sui piedi di Trajkovski capita una occasione clamorosa che solo un falso invalido può sbagliare per non perdere la pensione. Il Palermo sembra svegliarsi, Falletti sale in cattedra e cominciamo gli unici minuti di lucidità della partita nei quali sembra quasi possa portare a casa i tre punti. Alla fine capita anche a Nestorosvki una occasione clamorosa e ci troviamo pure a recriminare. L’arbitro fischia e il pareggio ci sembra pure giusto perché il Benevento ha giocato meglio ma il Palermo ha rischiato di vincere. Ci teniamo stretto il punto, la striscia di imbattibilità di mister Stellone e pure la bottiglia di gin per riscaldarci. Stasera abbiamo incontrato una signora squadra ma speriamo sia l’unica! Forza Palermo!

Brignoli 6,5: Il Benevento si presenta più volte pericolosamente dalle sue parti ma per fortuna, sua e nostra, raramente azzecca conclusioni nello specchio e quando lo fa l’estremo rosa risponde d’istinto e rimane imbattuto. Ex.

Salvi 4,5: Non spinge mai, difende con affanno e confonde pure i suoi compagni e anche noi che non capiamo perchè debba giocare. Inutile.

(dal 37′ s.t. Rispoli s.v).

Bellusci 7: Nettamente il migliore dei difensori rosa per caparbietà, lucidità nella lettura delle trame offensive dei campani, senso della posizione e preziosi interventi in salvataggio, a cavallo tra il codice penale e lo sport estremo. Poi quando la gara si infiamma ovviamente lui ci sguazza come una le papere nei laghetti di Central Park con la bella stagione. No limits.

Rajkovic 5,5: Il suo diretto avversario è forse più grosso di lui. Ed è tutto dire. Il centrale rosa soffre tutta la partita e commette anche qualche sbavatura di troppo che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori in caso di mira più precisa degli avversari. Impreciso.

Aleesami 6: Come ben sapete, lo critichiamo sempre, forse a volte anche un po’ troppo. Stavolta però merita la sufficienza perchè spinge sempre e cerca anche di agire in copertura più del solito. Il problema è sempre lo stesso, i cross sono quasi tutti sbagliati e di assist “veri” neanche l’ombra. Vorrei ma non posso.

BRIGNOLI: “OCCASIONE CLAMOROSA PER NOI”

Murawski 4,5: Speriamo sia solo un problema di posizione in campo, fatto sta che il polacco trottolino a tutto campo di qualche giornata fa è solo uno sbiadito ricordo. Arriposati.

(dal 20′ s.t. Falletti 6,5): Il suo ingresso coincide con l’unico spezzone di gara in cui il Palermo dà veramente l’idea di potere vincere la partita. Chiede sempre il pallone per rilanciare l’azione, cerca di giostrare su tutto il fronte di attacco, recupera e riparte e sfiora anche il gol al termine di una bella triangolazione. Ribadiamo che per noi deve giocare sempre. Indemoniato.

Jajalo 5,5: Soffre l’inferiorità numerica dei rosa sulla linea mediana e appare anche affaticato dopo avere giocato sempre ed a ritmi pazzeschi per i suoi standard in questa prima parte di campionato. Alla fine non ne può più e cerca di recuperare con ogni parte del corpo anche rotolandosi in campo e sugli avversari. Battery off.

Haas 6: In un centrocampo in evidente difficoltà è costretto sempre a rincorrere, lo svizzero è l’unico che cerca di inventare qualcosa ed anche di tentare la via del gol dimostrando una caparbietà da scalatore alpino. Orologio a cucù.

Trajkovski 4: Ma come c… si sbaglia un gol così? Senza parole.

Nestorovski 6: Come al solito lotta e si danna in ogni parte del campo e, purtroppo secondo noi, troppo lontano dall’area di rigore. C’è poco da fare ma, fino ad ora, in coppia con Puscas sembra proprio non trovarsi a suo agio. Nel finale le occasioni migliori nascono da suoi assist o iniziative offensive ma con lo stesso esito di una serata in discoteca che finisce con il due di picche. Deluso.

Puscas 5: È vero che non gli arriva una palla giocabile degna di questo nome ma è anche vero che non ci sembra che lui cerchi di incidere in altra maniera sul fronte offensivo rosa dimostrando di non riuscire ancora ad incidere sul corso della gara. Acerbo.

Stellone 6: Rimane imbattuto e conferma i rosa in vetta alla classifica e per questo gli siamo grati, ma alcune sue scelte non ci hanno convinto e, stavolta, anche i cambi non risultano decisivi e tardivi. Secondo noi con il modulo iniziale regala tutto il primo tempo agli avversari e solo nella ripresa decide di rimescolare le carte e progressivamente cambia il volto della sua squadra, ma ormai è troppo tardi. Falco a metà.

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