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Il decreto sicurezza si voterà con la fiducia, ma è giallo sul vertice a tre

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Il Senato voterà domani il decreto sicurezza e immigrazione. La votazione è stata rinviata dopo che il governo, come anticipato, ha posto la questione di fiducia sul decreto per superare lo scoglio del voto contrario dei 'dissidenti' M5s e per evitare il 'soccorso' di FI e FdI.

La decisione è arrivata al termine di una giornata tesa, costellata da nuovi rinvii e richieste di sospensione da parte della maggioranza. In serata, a Palazzo Madama, si è fatto vedere anche Matteo Salvini per ascoltare la discussione generale sul decreto che porta il suo nome. Poco prima del suo arrivo, fonti di Palazzo Chigi avevano fatto trapelare che ci sarebbe stato già in serata un vertice tra Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio per sciogliere anche il nodo della riforma della prescrizione.

Circostanza smentita dal vice premier leghista. "Io faccio il vertice con la Champions", ha tagliato corto Salvini. Il titolare del Viminale ha detto chiaramente di essere intenzionato a "fare una cosa alla volta". "Oggi mi occupo del decreto sicurezza", ha affermato. "Io sono anche scaramantico e prima voglio il via libera al mio decreto, poi una volta approvato il decreto sicurezza parliamo di tutto il resto", dicendosi convinto che "la quadra si troverà".

Ma i 5 stelle tengono il punto e chiedono una prova di "lealtà" all'alleato leghista. "Sul decreto sicurezza abbiamo agito con serietà come su tutti gli altri provvedimenti portati avanti finora, rispettando gli impegni assunti con il contratto di governo", ha sostenuto il capogruppo in Senato, Stefano Patuanelli. "E, nel contratto, è stata inserita a chiare lettere anche la sospensione della prescrizione. La nostra lealtà sul decreto sicurezza non può prescindere da quella della Lega sul tema della prescrizione. Per il Movimento 5 Stelle pene più severe non hanno senso se non sono anche certe. Sono sicuro che la notte porterà consiglio".

Intanto le opposizioni protestano, con il Pd che parla di "consiglio dei ministri fantasma" in riferimento a quello che avrebbe autorizzato la fiducia, dopo che in capigruppo, a domanda diretta, il ministro Riccardo Fraccaro non avrebbe dato indicazioni precise. Pronta la replica dei 5 stelle: "Il Pd ormai è senza argomenti". 

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