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Gaming da mobile: lo smartphone è una console, facciamocene una ragione

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il gaming mobile non piace a nessuno ma tutti ci giocano: nel 2018 il 51% dei ricavi dell’intera industria del videogioco proverrà dalle piattaforme mobili, mentre console e PC si divideranno – in maniera quasi uguale – il restante 49% dei ricavi.

Impossibile quindi non poter tenere in seria considerazione un fenomeno che per le software house non rappresenta una semplice nicchia, bensì il primo motore di traino dell’intero mercato. D’altronde questo esito sarebbe stato ampiamente prevedibile se si fosse prestata attenzione a come si sono evoluti smartphone e tablet nel corso degli anni.

Sin dal lancio di iPhone e iPod Touch, Apple ha iniziato a confrontare le vendite dei suoi dispositivi e del rispettivo software a quanto realizzato dalle console portatili, cominciando da DS e PSP. Già nel tardo 2009 gli smartphone iOS e Android erano in grado di proporre esperienze di gioco (principalmente 2D) molto simili a quelle presenti sulle piattaforme Sony e Nintendo. Basti ricordare l’ormai scomparsa serie di RPG Zenonia, o il successivo Chaos Rings, senza tralasciare il salto qualitativo fatto dalla serie Asphalt dal capitolo 5 in poi, per poi giungere a produzioni tecnicamente più impegnate come la serie di Infinity Blade e via dicendo.

(aggiornamento del 10 October 2018, ore 01:11)

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