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Face ID, primo caso documentato di sblocco forzato dalle autorità

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Dagli Stati Uniti arriva il primo caso documentato di Face ID forzato dagli agenti di polizia – più precisamente dall'FBI. Il caso risale a questo agosto, stando ai documenti legali scovati da Forbes: l'abitazione di tale Grant Michalski, residente in Ohio, è stata perquisita dall'FBI nell'ambito di un'indagine per abuso di minori.

L'agente dell'FBI ha costretto Michalski a guardare l'iPhone, sbloccando quindi il telefono grazie a Face ID. Purtroppo per l'FBI, lo smartphone era già bloccato da troppo tempo, e quindi non è stato possibile ottenere il codice numerico per l'accesso completo. Michalski è stato poi condannato per possesso di materiale pedopornografico; tra i dati estratti dall'FBI c'erano anche alcune chat con presunti minori – uno di questi era in realtà un agente sotto copertura.

Negli Stati Uniti non è possibile obbligare un sospettato a fornire la password del proprio smartphone, perché viola il Quinto Emendamento della Costituzione (che dice, tra le altre cose, che una persona ha diritto a non testimoniare contro se stessa). Tuttavia, gli sblocchi biometrici paiono avere un peso differente, e vengono imposti dalle autorità da anni ormai (la scansione delle impronte digitali anche sui cadaveri). Era solo questione di tempo prima che arrivasse un caso documentato di sblocco obbligato con il Face ID.

(aggiornamento del 01 October 2018, ore 17:41)

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