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Salvini: mi paragonano al duce ma non arretro, orgoglioso di questi primi 100 giorni

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

"Non abbiamo paura di niente e di nessuno", scandisce dal palco della festa della Lega a Latina. Matteo Salvini ribatte punto su punto ai suoi critici anche quando dice che "qualche fenomeno dice come 'fa come il duce, dice agli italiani fate più figli'. Beh, io ne sento tante ma non mi toccano proprio". "Dietro di noi ci sono milioni di italiani perbene e io – assicura – non arretro di un millimetro, anzi vado più veloce, e più incazzato".

"Faranno ricorsi e controricorsi… e chi se ne frega", ha proseguito a proposito del Dl sicurezza, "se mi mandano in galera ci vado a testa alta. Chiederoòche mi mandino a San Vittore per stare vicino ai miei figli. Mi venite a trovare tutti", dice ai suoi sostenitori cui ricorda che "per certi giornali siamo razzisti, fascisti, nazisti, sovranisti". E qui arriva un'altra bordata all'Espresso quando dice che "domani un settimanale mette in edicola l'idea demenziale che il decreto sicurezza sia come le leggi razziali. Pensate a come stanno male i neuroni di questa gente". 

Salvini si dice "orgoglioso di questi primi cento giorni di governo" e ostenta "la massima serenità e il massimo rispetto" nei confronti di chi passa ai raggi X le misure dell'esecutivo. Il vicepremier assicura che "con la stessa serenità e rispetto ho risposto al richiamo del Presidente della Repubblica". Quel richiamo al dettato della Costituzione "che condivido" – e qui la piazza rumoreggia – anche se il Capitano rilancia dicendo che "la Costituzione ricorda che conti pubblici devono essere in ordine. Perfetto, vogliamo finire il nostro lavoro tra 5 anni con i conti a posto e il debito che invece di aumentare diminuira', ma la Costituzione – ribadisce – non scrive da nessuna parte non cancellare la legge Fornero, non ridurre le tasse, non dare lavoro ai giovani".

Insomma, il mantra è "smettere di governare il Paese da servi, come ha fatto la sinistra per troppi anni, con manovre che arrivavano da Parigi, Bruxelles, Berlino. La manovra quest'anno la facciamo a Roma". Serenità e rispetto allora, ma anche un messaggio piuttosto franco: "Metto a rischio i conti? Quando prendo un impegno e su quello chiedo la fiducia della gente vado fino in fondo e – scandisce tra gli applausi della piazza – non esistono no che tengano e questo devono capirlo a Bruxelles, a Parigi, a Berlino o anche – sottolinea Salvini – in qualche Colle di Roma".

 

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