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Google conferma l'esistenza del progetto Dragonfly, ma non specifica cos'è

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Keith Enright, il nuovo chief privacy officer di Google, ha ammesso che la società sta lavorando a un progetto il cui nome in codice è Dragonfly – termine salito agli onori delle cronache nel mese di agosto per indicare un ipotetico motore di ricerca "censurato" da lanciare in Cina – senza tuttavia specificare di che cosa si tratta.

L'ammissione è avvenuta di fronte alla Commissione Commercio, Energia e Trasporti del Senato americano, dove nella giornata di ieri i rappresentanti delle maggiori industrie tech erano stati chiamati a discutere della privacy dei dati e della protezione dei consumatori. Incalzato da una serie di domande sui rumor relativi al progetto Dragonfly, Enright ne ha ammesso l'esistenza ma ha rifiutato di scendere nei dettagli, riferisce Venture Beat.

Come anticipato, il nome in codice circola da poco più di un mese, ovvero da quando The Intercept aveva diffuso dettagli riguardo un motore di ricerca a firma Google che – in linea con il Great Firewall cinese – avrebbe bloccato siti e parole chiave relativi a diritti umani, democrazia e religione.


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